EHI !!!

Ho una tonnellata di bavaglini...ma se ti va di regalarmene un altro, metti l'importo corrispondente qui, lo tramuteremo in ore di fisioterapia, protesi e/o attrezzature speciali:




UBI BANCA S.P.A. Filiale di Brescia – Via Trento 25

IBAN: IT05G0311111270000000014735


BIC: BCABIT21

INTESTATO A: Isabella Moreschi (mamma di Nina)

CAUSALE: Donazione per Nina

Non scordarti di mettere il tuo recapito o di mandarci una e-mail in modo da poterti ringraziare!


per informazioni: inviaggioconnina@gmail.com


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lunedì 10 agosto 2015

Una "maccheLa" per Nina




Ciao Amici!
Sì, é vero!
La genetica non é un'opinione: infatti io, tra le altre cose, ho preso anche l'amore per il mare da mamma e papà, subacquei.
In questi giorni ho sdoganato la "maccheLa" ed eccomi pronta all'azione 

Nel frattempo Enrico, scortato oggi da Douglas, fan inglese, ha completato la 16ª tappa: ancora 2 ed entrerà trionfalmente nello Stadium of Light di Sunderland!



venerdì 27 dicembre 2013

Et Voilà! Cambio bottoncino PEG fai-da-te? Fatto!

ATTENZIONE!
QUESTO POST PUO' CONTENERE DELLE IMMAGINI DI CARATTERE MEDICO CHE POSSONO TURBARE


(oddio, non sono così schifose, dai, ma ve lo dico lo stesso)


Qualche mese fa avevo trovato un utilissimo video su come cambiare il bottoncino Mic-Key della PEG e l'ho salvato in questo post in modo che potesse essere diffuso anche in Italia e raggiungere magari qualche famiglia che ne potesse avere bisogno come noi.

Sì, perchè c'è da dire che, a parte l'ottimo staff della Terapia Intensiva Neonatale degli Spedali Civili di Brescia che ci ha "addestrati"a posizionare il sondino naso-gastrico e a compiere qualche altra piccola medicazione quotidiana, per il resto abbiamo trovato sempre molta superficialità nei medici e ci è toccato sbrigarcela sempre da soli.
Sfiga? Menefreghismo?
Chissà.

Sta di fatto che meno male che in rete esistono i tutorial di tutto, oramai, ed anche cambiare il bottoncino è stato un gioco da ragazzi grazie a YouTube (Santo subito) ed alla famiglia di Jake e Carson che ha caricato il video che ci ha insegnato come fare.

Il bottoncino andrebbe cambiato ogni 2/3 mesi o comunque in caso di danneggiamenti /usura precoce.
Quello di Nina è stato messo ad inizio Giugno, quindi siamo rimasti d'accordo con il chirurgo che ci saremmo rivisti a Settembre per la sostituzione (dopo il caldo estivo ed il mare/piscina) che accelerano l'usura dei meteriali plastici.
La visita con il Gastroenterologo ci è stata poi spostata ad Ottobre e quindi si è deciso di fare il cambio in concomitanza con la visita.
Ad Ottobre ci dicono che ci avrebbero chiamati a giorni (ed io, quando ci dicono così, già tremo).
Ed infatti.
E una volta non c'è il chirurgo.. e una volta non rispondono.. e una volta l'umidità dell'aria è troppo elevata per connettere qualche neurone...

Alla fine il bottoncino era diventato di un bel giallomalattiafulminante e quindi, prima che copmparissero le alghe come nel tubicino ( ricordate?? 14 mesi prima che lo sostituissero con il bottone!) ci siamo rimboccati le maniche, riguardato il video, preso un bel respiro e via.

Protagonista principale ovviamente Papà Velcro che lui con queste cose ci va a nozze, non per niente è sempre il MacGyver della situazione.

Io invece che sono 'na ciofeca mooolto pasticciona, ho giusto aiutato a bloccare la Microba che tentava di sgusciare via appena capita l'antifona....

Ecco come è andata:

Questo né il mitico bottoncino Mic-Key in tutto il suo splendore:






Quello tenuto tra le dita è il bottoncino esterno a cui poi viene attaccato il tubo per l'alimentazione.
La parte sotto con il palloncino, invece è la parte che sta all'interno, nello stomaco.
Il palloncino evita che tutto l'ambaradan fuoriesca (funge da dado ed è riempito di acqua)

Quindi il primo passo per togliere il bottoncino vecchio è quello di svuotare il palloncino con una siringa. Appena svuotato, il palloncino si sgonfia e si sfila facilmente tutto il presidio.





Si pulisce la zona con un po' di disinfettante (in questo periodo il "piercing" di Nina era un po' arrossato perché il bottoncino ruotava un po' troppo su se stesso essendo deteriorato ed aveva irritato la gastrostomia. Fortunatamente l'abbiamo sostituito in tempo evitando il granuloma) e poi si infila il nuovo Mic-Key con il palloncino sgonfio, ovviamente, aiutati da un lubrificante (noi abbiamo utilizzato del semplice olio di mandorle).

Purtroppo non ho fatto in tempo a scattare la foto del "rinfilaggio" che MacGyver-Velcro è stato troppo veloce.

Secondo voci false ed incontrollate (il chirurgo che per primo ha posizionato la PEG a Nina di cui ho una stima pari a zero, quindi può darsi che mi abbia anche detto una cazzata) pare che il buco si richiuda in circa mezz'ora, dopodiché per riaprirlo bisogna intervenire chirurgicamente.

Tenetene conto prima di "operare": siate in due (in caso uno non abbia più il coraggio di infilare il presidio nuovo o di svenimento, ih ih ih) e magari non fatelo di notte, di fretta, a Natale...

Almeno la prima volta.
La prima volta non si scorda mai, dicono.
Siate un po' romantici.

Per le altre, andrà bene anche una "sveltina", dato che l'operazione è più semplice e meno cruenta a dirsi che non a farsi!!!! I due mitici ragazzetti del video se lo cambiano da soli! ;-)




Appena riposizionato, si riempie di nuovo il palloncino con una siringa piena di acqua (la quantità va a seconda della misura del Mic-Key, controllate le istruzioni!)



Et voilà!

La prossima volta provo io, promesso....

mercoledì 4 dicembre 2013

Un cervello AB...qualcosa


 
Marty Feldman in "Frankenstein Junior" (1974) da cui la citazione del titolo
 
 
La settimana scorsa abbiamo avuto la visita dal Neurochirurgo, per farci "leggere" il responso della risonanza magnetica al cervello effettuata il mese scorso.
Il referto era lungo quasi tutta una pagina formato A4 e a spanne si percepiva che non c'erano cambiamenti rispetto a quella dell'anno scorso. Ma meglio esserne sicuri al 100%, tra tanti termini tecnici...
Nina ovviamente appena vede il camice inizia con il suo mantra preferito "No ottole no, no ottole no" (no dottore no) tant'è che per farla stare tranquilla, non avendo portato altri giochi/libri, le piazzo in mano lo smartphone per ingannare l'attesa con uno dei suoi giochini preferiti.
Il dottore si legge la paginetta e poi controlla di persona la risonanza, confermandoci la presenza dell'atrofia corticale già rilevata e lasciandosi sfuggire anche un "...e poi c'è il corpo calloso un po' più piccolo del normale".
Ah.
Corpo calloso?
Io e Papà Velcro ci guardiamo.
Questa ci giunge nuova.
Nessuno prima d'ora ci ha detto nulla su questo corpo calloso.
Siccome googolando in questi 2 anni mi è capitato spesso di imbattermi in questo termine, associato ad altri quale agenesia ed ipoplasia (riferendosi a condizioni che non augureresti nemmeno al tuo peggior nemico)....ho chiesto subito cosa comportasse.
Ansia alle stelle!
Il neurochirurgo ci spiega che il corpo calloso è una specie di ponte tra i due emisferi del cervello.
Sì, ok, ed allora?
Lo incalziamo un po', oramai seduti sul bordo della sedia in attesa della solita sorpresa-cetriolo.
Lui "Eeeeh, quindi comporta un ritardo cognitiv..."
lo sguardo gli cade su Nina che stava completando un puzzle sul cellulare...
"No, vabbè, lasciate perdere"
 
Ah ah ah, questi piccoli nativi digitali battono anche le malformazioni cerebrali con gli schemi di Angry Birds (un cervello AB...qualcosa quindi starà per Angry Birds?)
:-D

lunedì 25 novembre 2013

Corso di Disostruzione Pediatrica - Croce Rossa Italiana





 

 
Uno dei miei più grandi incubi (e forse della stragarande maggioranza dei genitori) è che una delle mie figlie soffochi ingerendo un giocattolo, una pallina, un pezzetto di cibo intero o un altro oggetto tipo sasso, castagna, pigna, moneta...
Fortunatamente, essendo subaquea, nel corso degli anni ho effettuato vari corsi di primo soccorso, ma mai prettamente specifici per i bambini.
La settimana scorsa ci si è presentata l'occasione di partecipare ad un incontro organizzato dalla Croce Rossa Italiana, presso i locali di una delle scuole del nostro quartiere.
Io e Papà Velcro abbiamo colto l'occasione al volo e ci siamo fiondati, approfittando della presenza della nonna x lasciare le pupette.
 
L'affluenza è stata molto alta e mi ha rincuorato molto vedere anche diversi nonni presenti.
 
Non entro nelle specifiche tecniche del corso, ma ci tenevo semplicemente a dirvi che le manovre di disostruzione sono veramente semplici e alla portata di tutti.
Ma soprattutto FANNO LA DIFFERENZA.
Purtroppo il tempo a disposizione quando capita un evento drammatico del genere, consta in 3 o 4 minuti al massimo, oltre i quali le conseguenze possono essere irreparabili (danni cerebrali, morte). Pertanto bisogna sapere esattamente cosa fare (e soprattutto cosa NON FARE) per evitare di perdere tempo prezioso e magari salvare una vita.
Ripeto: le manovre per aiutare un bimbo (o un adulto) che sta soffocando sono molto più semplici a farsi che non a dirsi e comunque vale sempre la pena provare.
Sarebbe molto bello se tutti noi fossimo in grado di poter aiutare in caso di bisogno, ma anche di avere la consapevolezza necessaria per poter prevenire questo tipo di incidenti con un po' di prevenzione ed un occhio di riguardo ai giochi che mettiamo in mano ai nostri figli/nipoti.
Se ne avete occasione o siete incuriositi, digitate "disostruzione pediatrica + nome della vostra città" (ho visto che la Croce Rossa si sta attivando molto in questo senso) ed impiegate qualche ora del vostro tempo in questa cosa: io mi sono sentita molto meglio, dopo ;-)
 
Qualche immagine della serata:
 

 
 
 


 



giovedì 14 novembre 2013

Di fatica e sentieri tortuosi

A volte sei stanco.
Stanco morto.
Ma non fisicamente, eh, che quella è una stanchezza "buona", una bella dormitona e si è pronti a ripartire.
Stanchezza mentale, la peggiore.
Svogliatezza, scazzo, repulsione per tutte le pastoie burocratiche e le difficoltà che rendono erto e tortuoso il nostro sentiero.
Tutto è sempre così faticoso, mai una cosa che giri nel verso giusto, fai e disfa, perdi tempo, torna indietro di 3 caselle senza passare dal via e senza capire che documenti devi portare, ieri era così, oggi è cosà, tutto cambia a seconda di chi ti da le informazioni e non sai che pesci pigliare....
Ti sembra di essere in un gioco di cui non conosci le regole e ti senti confuso, impacciato, preso in giro.
Uffff....
E' dura.
Ti verrebbe di mandare tutti i burocratosauri a quel paese e di gettare la spugna.
Ma poi.
Dal passato riemerge casualmente una foto e la stanchezza, i casini burocratici, la fatica di navigare a vista tra scogli messi lì apposta per impedirti di andare più veloce ...

...beh, tutto si sgretola in un secondo !!!

Da dove siamo partiti:
(a essere sinceri siamo partiti da un livello ben peggiore, ma questo può bastare a rendere l'idea senza turbare eccessivamente)


Agosto 2011 - Nina in TIN (Terapia Intensiva Neonatale)
 
 
Dove siamo ora:

Novembre 2013 - Nina impara i numeri con papà durante l'attesa per un day hospital
 
 
Ogni tanto, quando il sentiero ci sembra più tortuoso ed impervio del solito, forse dovremmo voltarci indietro ed avere presente il nostro punto di partenza per trovare nuovi impulsi e nuove forze per proseguire il nostro viaggio.
Questi risultati li abbiamo raggiunti anche grazie al vostro aiuto e penso non ve ne saremo mai grati abbastanza!!!
 :-)

lunedì 26 agosto 2013

Lezioni per genitori su Skype

Se seguite questo blog da un po', conoscerete di sicuro la nostra adorata Terapista Fabiana, che si occupa di Riabilitazione Neuroconoscitiva e con cui Nina fa sedute di Esercizio Terapeutico Conoscitivo da quando aveva meno di 3 mesi di vita (ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti... ;-)).
Se invece siete appena approdati qui, vi suggerisco di fare un salto sul suo sito e poi di diffondere quanto segue, perché può essere di vitale importanza per qualche genitore alle prese con un piccolo "fuori standard"...
Dall'alto della sua esperienza quotidiana con noi genitori, Fabiana si è accorta di un fattore ricorrente che ci accomuna tutti: che nessuno si prende la briga di spiegarci alcune cose sul cervello dei nostri figli, ci lasciano con una diagnosi (i più fortunati) e tanti saluti, arrangiati con Google se ce l'hai ;-)
Questo fa sì che ci troviamo con un giocattolino nuovo tra le mani, senza libretto d'istruzioni e senza sapere da che parte iniziare, con il rischio di perdere tempo, denaro e di finire pure in mani sbagliate, che il settore purtroppo è ad alto rischio ....
Quindi perché non offrire una consulenza via Skype in cui i dubbi possono essere chiariti e le domande finalmente soddisfatte?
Io lo trovo di un' utilità estrema, ma lascio la parola direttamente a Fabiana, che sicuramente sa spiegavi tutto meglio di me: 
 
 
 
 
PER CONTATTARE FABIANA: SCARICA SKYPE (SKYPE.IT) E AGGIUNGI: NINNALLEGRA81 

Da oggi disponibile un ulteriore servizio:

LEZIONI VIA SKYPE PER GENITORI:
"COS'E' SUCCESSO A MIO FIGLIO?"

Ci sono informazioni che secondo me dovrebbero essere comunicate ai genitori dei bambini con difficoltà immediatamente dopo la comunicazione della diagnosi, e che invece sembrano rappresentare una sorta di "buco nero culturale", vuoi perché a volte si ha timore di chiedere, vuoi perché in apparenza nessuno sembra essere disponibile a rispondere apertamente o a "spendere tempo". Sono le domande che tutti i genitori mi fanno nella prima "consulenza" quando incontro loro e il loro bambino nel mio studio: con le risposte "in tasca" probabilmente i genitori potrebbero essere in grado quantomeno di fare delle scelte piuttosto che viaggiare come schegge da una parte all'altra a "sentire tale o tal altra campana". Io spendo moltissimo tempo a rispondere alle più che lecite domande dei genitori, dando anche un quadro generale per capire, quando affrontiamo il problema "paralisi cerebrale" o "sindrome x o y" o "disprassia" o "ritardo di linguaggio" o qualsiasi altra difficoltà, DI CHE COSA STIAMO PARLANDO. 

Noi non sappiamo tutto del cervello, ma molte cose sì. 
NON è una scatola nera di cui non conosciamo nulla: tanto è stato fatto negli ultimi vent'anni, e se vogliamo capire un bambino con un'alterazione centrale, sapere di cosa si parla forse ci permetterebbe anche di evitare sprechi inutili di tempo (e non solo) in scelte non solo inutili ma dannose.

probabilmente avrete anche voi cercato risposte a domande come:

  • come funziona il cervello? come si organizza in seguito ad una lesione?
  • ...ma si guarisce?
  • quali sono i fattori che influenzano il recupero?
  • che significa tetraparesi, diparesi, emparesi? che non camminerà mai?
  • che vuol dire "paralisi cerebrale"?
  • che significa "distonico, disfasico, atassico, ipotonico, ipertonico"? 
  • ha una lesione al cervelletto, ha un'agenesia del corpo calloso, ha una sindrome genetica: che significa? ma resterà sempre così?
  • quali sono i principi che sono dietro le più diffuse metodiche riabilitative?
  • ma come funziona il tale o tal altro tutore/tutina/presidio in voga?
  • ma i cicli "intensivi", servono?
  • cos'è che crea un danno e cosa invece favorisce un'organizzazione nuova?
  • mi hanno proposto X o Y: che vuol dire?
  • non capisco che c'è scritto sulla risonanza: che vuol dire?
  • perché a volte mio figlio è più rigido a volte meno?
  • come emerge il movimento?
  • come emerge il linguaggio?
  • che cos'è la spasticità? si può modificare?
  • botulino/intervento, che cosa sono?
  • "devo fare la mamma e basta" o "sono io la terapista di mio figlio"?
  • se non migliora è "colpa" mia? devo fare di più?
  • come capisco se qualcosa "funziona" o no?

e soprattutto...
Ma perché queste cose non ce le ha mai spiegate nessuno?

ho deciso quindi di offrire un servizio che mi è stato chiesto molte volte negli anni. 

Si tratta di "lezioni" per genitori di bambini con disabilità motorie e/o cognitive della durata di una/due ore, dove possono essere affrontati argomenti inerenti la patologia del bambino, aspetti di conoscenza generale su come si organizza il cervello, a che serve la riabilitazione, e risposte a TUTTE le domande che vi vengono in mente.

ricevo SOLO SU APPUNTAMENTO E SU ORARI CONCORDATI 

ATTENZIONE: NON POSSO DARE CONSULENZE SU VOSTRO FIGLIO NELLO SPECIFICO, PER FARE QUESTO DEVO VISITARLO. 

PER CONTATTARMI: SCARICA SKYPE (SKYPE.IT) E AGGIUNGIMI: NINNALLEGRA81
COMUNICHERO' INFORMAZIONI E COSTI

mercoledì 20 febbraio 2013

Pensieri un po' così...



La Microba e le sue protesi acustiche
 
 
Sabato scorso io e Papà Velcro, siamo andati al convegno sulla sordità infantile di cui vi ho parlato nei giorni scorsi.
Purtroppo, per motivi sia di tempo sia di "gestione" delle patologie di Nina, non siamo mai riusciti ad approfondire questa tematica come avremmo voluto.
Un po' perchè è umanamente impossibile diventare cardiologi, endocrinologi, ortopedici, fisioterapisti e via dicendo nel giro di pochi mesi.
Io, ad esempio, prima di Luglio 2011 non sapevo nemmeno dove fosse la tiroide e a parte un'aspirina ogni secolo, non sono mai andata più in là in campo medico-farmaceutico (per fortuna, direi).
Ci siamo dovuti improvvisare laureandi in tutte le specializzazioni della medicina da un giorno all'altro...
Nel campo dell'audiologia un'infarinatura su qualche sito ce la siamo fatta, giusto per capire un po' l'argomento, ma non avevamo approfondito più delle nozioni di base.
Questo non perchè avessimo sottovalutato il problema, anzi!
Da persone dotate di un minimo di buonsenso avevamo rotto le palle sui ritardi clamorosi (ne ho parlato qui e qui) che ci stavano facendo perdere tempo prezioso, siamo riusciti a staccarci da quell'infame centro e a dirigerci presso un altro Ospedale molto più professionale, dove siamo stati accolti in tutt'altro modo e dove, nel giro di pochi giorni, la Microba ha ottenuto le sue belle protesi acustiche che venivano invece rimandate inspiegabilmente da mesi.
Il fatto che i test siano stati poi positivi, devo ammettere che ci hanno fatto rilassare parecchio, facendo passare un po' in secondo piano l'ipoacusia grave di Nina rispetto ad altre patologie (alimentazione, ipotonia, mancata crescita e via dicendo).
Partecipare ad un convegno fatto da gente del settore, con l'intervento anche di vari genitori, ci ha riportato un po' nell'ottica della gravità di essere sordi.
Non che non lo sapessimo, eh, ma confrontarci, sentire le storie delle battaglie degli altri genitori che hanno i figli "solo" sordi, a me personalmente mi ha fatto sentire molto a disagio.
Ho iniziato a pormi tante domande, molte anche scomode.
Che cosa ho fatto in questi mesi al di là del controllo periodico, del pulire e manutenere le protesi?
Non mi sono più informata, non ho cercato di scoprire se le protesi sono l'opzione migliore per Nina o se c'è qualcosa di meglio come ad esempio l'impianto cocleare.
Non so nemmeno bene cosa sia. Sarà adatto alla Microba? Boh.
Bastano le ore di logopedia alla settimana che stiamo facendo? Dovrebbero essere incrementate?
Esiste qualche ausilio multimediale da utilizzare a casa? Dovrei rivolgermi ad un'Associazione che tratti la sordità in età pediatrica? E se sì, quale e a che scopo? Che fine devo perseguire, oltre a quello ovvio che Nina senta ed impari a parlare?
Ad esempio non ho mai pensato ad un risvolto psicologico, ad un supporto scolastico appropriato per questo handicap (è troppo presto? serve? che tipologia di aiuti si possono avere?)
Mah.... Tutte cose che prevedono tempo a disposizione per essere indagate e che mi fanno sentire in colpa perchè non ce la faccio a farle.
Ho scoperto per esempio che ci sono varie agevolazioni economiche per i sordi: noi eravamo a conoscenza solo dell'esenzione del canone Telecom, ma anche lì, non abbiamo ancora terminato la pratica per mancanza di tempo e perchè oberati da altre mille cose burocratiche più urgenti che fanno passare in secondo piano quelle meno pressanti che poi scivolano nel limbo del dimenticatoio.
Insomma, mi sono sentita totalmente impreparata, inadeguata ed anche un po' superficiale.
Il Convegno di per sè è stato molto interessante: abbiamo scoperto molte cose per noi nuove, sia tecniche che burocratiche, che meritano un approfondimento e coinvolgimento migliore di quello di cui siamo stati capaci in questi mesi.
Ma anche la parte "umana" ha ricevuto la sua bella scossa.
Ci siamo emozionati e commossi quando Jody di "Affrontiamo la sordità insieme" ha descritto la vita con un figlio sordo ("non ho nemmeno il tempo di fare una doccia", "nessuno capisce veramente quello che stai vivendo","nessuno ti dice quello che devi fare, sei lasciato allo sbaraglio", "sei SOLO") perchè fa più effetto sentirlo nelle parole degli altri che viverlo sulla propria pelle giorno per giorno.
Ho gioito e avuto i brividi allo stesso tempo nel sentire la piccola Marta suonare il pianoforte...chissà se Nina un giorno ci farà provare lo stesso brivido....

Ho deciso di partire contattando "La chiocciolina onlus", l'associazione che ha organizzato il convegno e da lì vedere che strade si aprono secondo i loro consigli.
Non so bene quando, perchè nella nostra vita il dire una cosa non è necessariamente indice che possa essere fatta sul momento, magari prima passano un paio di settimane prima di avere una mezz'ora libera per telefonare...
Va da sè che se qualcuno ha idea di un percorso o di altro che può essere utile nel campo della sordità infantile, è il benvenuto.
Sentitevi liberi di raccontarci le vostre esperienze o quelle delle persone che conoscete: possono essere ottimi spunti per essere più informati e per ritrovare il bandolo della nostra matassa!

venerdì 25 gennaio 2013

Il Venerdì del Libro - Zigulì


E' tantissimo che vorrei parlare di questo libro che ho letto un anno fa.
Ma per farlo dovevo riprenderlo in mano e rileggerlo e, francamente, non ne avevo nessuna voglia.
Non perchè sia un brutto libro, anzi...
Ma perchè fa MALE.
Fa male odiare-amare-odiare-amare questo padre che si racconta, gettando nero su bianco le sue emozioni verso il figlio "fuori standard", senza ipocrisie, senza buonismo.
Fanno male queste emozioni, emozioni che non puoi non condividere, nemmeno quelle per cui, di primo acchito, prenderesti a schiaffi questo papà; ma poi lo "perdoni", perchè la vita con un figlio disabile è "dolce-amara" come la definisce lui.
Ci sono le battaglie burocratiche, c'è l'inciviltà della gente menefreghista, c'è la difficoltà evidente di gestire un bambino del genere da soli, ci sono gli sguardi delle persone, l'incazzatura ed il cinismo, ma c'è anche la non-rassegnazione, la voglia di riprendersi la propria vita, la voglia di combattere e condividere, gli occhi bellissimi di Moreno.
Sono pensieri scritti di getto, alla rinfusa, rimessi a posto in capitoletti di una pagina ed è per questo che sono anche godibili e veloci da leggere

E' un libro che ho avuto la forza di riprendere dopo aver letto, qualche giorno fa, un post su un blog nel quale si parlava di una situazione pesante in cui la madre di due disabili gravi dopo anni ha deciso di metterli in un istituto e di rifarsi una vita.
Ecco, io vorrei che le persone che hanno commentato con leggerezza il post allora, lo facciano di nuovo dopo aver letto "Zigulì", perchè non si può parlare di questi temi con superficialità.
Ed immergersi nel mondo di Massimiliano Verga è un modo per conoscere una realtà che non augureresti nemmeno al tuo peggior nemico.


Zigulì - la mia vita dolceamara con un figlio disabile
Massimiliano Verga
Mondadori
16.50€
 
Questo post partecipa al Venerdì del Libro di HomeMadeMamma
 
 
Lo trovate anche ne La Biblioteca di Filippo

sabato 15 dicembre 2012

E'arrivata S.Lucia !!! (finalmente)

Mercoledì a notte fonda, dopo aver preparato in gran segreto i pacchetti piu' brutti e storti della storia (e meno male che in una precedente esistenza avrei dovuto anche essere architetto...con una certa dimestichezza con volumi, figure geometriche e solidi...'na chiavica in realtà!) allestito il tavolo con tovaglia, mandarini e monete di cioccolato come da tradizione, disposto i regali in modo artistico, io e Papà Velcro ci siamo guardati negli occhi e...
"Considerando che domani mattina dobbiamo uscire di casa presto, o ci alziamo alle 5 per aprire tutti i pacchetti o....se rimandassimo tutto a sabato?"
.....OK! 

Purtroppo l'asinello fatato di Santa Lucia ha avuto un infortunio sul lavoro e non è potuto arrivare a Roma prima di venerdi' notte...il tutto certificato da letterina autografa della Santa ;-)
Insomma...essere genitore ogni tanto avrà pure i suoi vantaggi, no?
E così abbiamo fatto slittare tutto a stamattina ed in effetti...ci abbiamo messo più di 3 ore tra il suono della sveglia e l'uscita di casa per andare in piscina: non ce l'avremmo mai fatta in un giorno feriale!
 
Perchè le bambine hanno scartato TUTTI i pacchetti e giocato con TUTTI i giochi, come è ovvio che fosse.
 
La Microba mimetizzata tra i regali :-)
 
Per Nina ho optato per giochi educativi in legno compatibili con le sue abilità del momento, comprati per tempo e poi "spacciati"ai parenti in modo che fossero "mirati"ed un cd di musica AIGAM che abbiamo rovinato tempo fa e che recupereremo dai nonni a Brescia.
 
In caso vi serva un'idea last minute, sono adatti a bambini dai 12 mesi in su, ve li descrivo brevemente e vi metto al marca. Si trovano molto facilmente anche online, io li ho trovati da Cossuto a Novembre risparmiando un bel po', ma già la settimana scorsa sembrava che avessero saccheggiato il magazzino....
 
 da sinistra verso destra, riga in alto:
1) Figure geometriche colorate da infilare in tot n° bastoncini a seconda della figura (il cerchio in un unico bastoncino, il rettangolo in 2 bastoncini, il triangolo in tre e così via...vabbè, oramai potevo dirveli tutti già che c'ero, eh eh eh ) - 18 mesi circa -Goula
2) 4 palline di legno da torturare a suon di martellate per farle cascare nel buco e scivolare lungo un' asse inclinata -12 mesi (ma anche 39 anni...è un ottimo antistress....) - ItsImagical (acquistato nel negozio omonimo)
3) Trainabile in legno a forma di macchinina con il classico gioco degli incastri: stellina, cuoricino, cubo, cilindro etc. da infilare nel buco corrispondente - 12 mesi - Goula
da sinistra verso destra, riga in basso:
4) Altre forme geometriche colorate da incastrare a mo' di matrioska una dentro l'altra o da impilare una sull'altra - 12 mesi - Goula
5) Ancora sagome da posizionare in una base di legno - 12 mesi - Sevi
 
Eccoli:

 
Concludo con un piccolo siparietto:
Mamma e Piccola Hooligan in bagno a lavarsi prima di mettere il pigiamino.
Papà Velcro, in cucina, armato di campanellino, apre la finestra e allungando il braccio fuori, dlin dlin dlin si fa una scampanellata coi fiocchi.
PH: "Ehi mamma...secondo me è papà che muove il campanello, ma tu non dirglielo!"
Sgamati in tempo zero la prima sera.
 
Si ringraziano i nostri amati vicini Angelo e Stefania per averci salvato la faccia scampanellando discretamente "Ehi, mamma, ma Santa Lucia è impazzita? Non riesco a sentire i cartoni con 'sto campanello!" da casa loro :-)

mercoledì 28 novembre 2012

News in modalità random

Roma, vista dal mio cruscotto, alle 8.30 della mattina (però c'erano 17°C)
 
Ecco, ce la siamo sciallata fino ad ora tra sole e temperature primaverili ed ora la sconteremo tutta, già lo so. Tragedia per chi come me è meteoropatico (spero d'avere azzeccato lo spelling).
La mia personalissima legge di Murphy prevede la bomba d'acqua (ora gli acquazzoni va di moda chiamarli così, assieme alle americanate tipo anticiclone Caronte, Medusa, Numa Pompilio, Tullio Ostilio, Grande Raccordo Anulare) sempre ed unicamente in concomitanza di quei 5 minuti in cui devo far scendere le bimbe dalla macchina per entrare/uscire dagli asili.

E'tempo di minestrina...
 
Stiamo tutti male. La casa è un lazzaretto. Ma il bello è che stiamo tutti male in modo diverso.
Ha iniziato la Piccola Hooligan con tosse e raffreddore (fortunatamente no febbre, quindi a parte 8 milioni di aerosol, fila all'asilo) poi ci si è messo anche Papà Velcro, con malessere generale, fiacchezza e svomitazzone notturno da far impallidire anche i migliori reflussi di Nina.
Siccome non volevo esser da meno, io partecipo con vertigini continue (cervicale? labirintite?). Ciliegina sulla torta: Nina (già raffreddata di suo) ha calato il carico da 10 con febbre, vomitoni & diarrea.
Quindi abbiamo disdetto tutti i nostri impegni riabilitativi (e non) e passiamo le giornate tra aerosol, sciroppini vari e la pratica sado-maso del rinowash.
Io mi prodigo in brodini di dado in cui infilo anche gli avanzi (solo per me che fino a due minuti fa stavo bene di stomaco) vedi minestrina di riso, zucchine e mais, vergognandomi anche un po' ma qui davvero non vuol mangiare nessuno :-(

La Microba si accascia e dorme sul pavimento.
 
Messa nella sdraietta o nel seggiolone, fa segno di voler scendere e si richiude a libretto raddormentandosi di colpo. Speriamo bene...domani ci tocca un altro giro dalla pediatra.
 
Insomma, se state attendendo una risposta alle vostre e-mail, portate pazienza, prima o poi ci arrivo!
;-)

mercoledì 17 ottobre 2012

Breaking News

Oggi è stato il giorno in cui abbiamo avuto il fatidico day hospital all'Ospedale Pediatrico con la resa dei conti su quanto accaduto la scorsa settimana, sulla gestione e pianificazione della nutrizione di Nina, sulla mancata risoluzione del problema del reflusso gastro-esofageo e sul fallimentoso trattamento generale della piccola paziente (incluso il granuloma che ancora permane imperterrito attorno al buchino della PEG).

Risultato?

I dettagli da Papà Velcro, appena gli toglieranno la camicia di forza.

Io vi dico solo che Nina, visto l'andazzo, tornata a casa si è messa a mangiare il suo pappone liquido IMBOCCATA DALLA MAMMA COL CUCCHIAIO* !!!

* ovviamente mica tutto: qualche cucchiaio, riempito solo sulla punta, ma di buona lena e deglutendo correttamente....o almeno così sembrava...oddio...mò c'ho il dubbio...aspè che vado a  controllare che non le esca il pappone dalle orecchie ;-)

Sarà stato un caso o finalmente un promettente inizio, chissà....
Fatto sta che non ci è rimasto che festeggiare con il mitico (evitare facili ironie su prodotto e nome, eh eh) Tiramisù di Pompi, comprato innocentemente & inconsapevolmente un'oretta prima:


8 milioni di calorie ma nessun senso di colpa, almeno stasera !!!! ;-)

giovedì 19 luglio 2012

Là, dove osano i genitori



Piano piano stiamo rosicchiando microscopici momenti di vita "normale" alla pazzesca routine quotidiana. Sono 12 mesi che corriamo a destra e a manca e ogni tanto ci vuole anche un "contentino" per mamma è papà. Siamo sfibrati dalla stanchezza fisica e mentale e sarebbe molto più facile non avventurarsi oltre i nostri limiti, ma credo fermamente che a volte si debba osare.
E quindi via, dopo un'altra giornata "Tetris" (ossia dagli incastri impossibili, come l'omonimo gioco) ci buttiamo ed andiamo al cinema con gli Amici. Per deformazione "subacquea" abbiamo optato ovviamente per  La vita negli Oceani, un documentario con delle immagini marine strepitose, che è molto piaciuto anche alle bimbe. Nina ha retto poco: Papà Velcro l'ha stesa quasi subito con una passeggiatina a fondo sala; la Piccola Hooligan invece ha tirato un po' di più, dato che l'argomento ed i protagonisti sono tra i suoi preferiti di sempre. A metà film ronfavano tutte e due e fino alla mattina dopo non le abbiamo più sentite...
Insomma, siamo partiti allo sbaraglio ed è andata benone.
Tuffarsi nell'ignoto può riservare delle belle sorprese :-)

mercoledì 11 luglio 2012

Buon Compleanno Nina !


TANTI AUGURI NINA !!!

si ringrazia Papà Velcro per l'ideona della pizzetta...
penso che farò prima a buttarlo che a smacchiarlo, l'asciugamano ... ah ah ah
Devo ricordarmi di comprare delle azioni della Omino Bianco o in alternativa farmi adottare dalla nonnina della Ace

alla Microba la pizza invece è piaciuta un casino...è stato difficilissimo fotografarla con sopra la candelina, perchè la gettava a chilometri di distanza in tempo zero per avventarsi sulla pizzetta :-)

Un puccetto in piscina non poteva mancare...


...e nemmeno il regalo!
Un bel libro pop-up sugli animali marini scelto da Papà Velcro, perchè io non ci avevo nemmeno pensato, al regalo...ammazzaò sono proprio alla frutta !!!! :-(

E dopo qualche ora di relax in piscina, è stato bello entrare nella macchina fresca fresca, oserei dire quasi gelida, parcheggiata all'ombra resinosa di una bella pineta (indovinare qual è l'auto)


...dai, vi aiuto: c'è Papà Velcro che tenta di rinfrescarla a colpi di ventaglio prima che arrivi il mio cazziatone io :-D


Vi ringrazio tutti per gli auguri arrivati qui sul blog e via sms, mail, FB... prima o poi je la farò a rispondere ;-)

domenica 8 luglio 2012

40 settimane


8 Luglio 2011 - in attesa della Microba che se la prende comoda

La "data di scadenza" per l'arrivo della Microba era esattamente un anno fa, l'8 Luglio.
Noi, ignari di tutto, cazzeggiavamo per ingannare l'attesa.
Questa foto è l'emblema di quella serena spensieratezza che mi piacerebbe rivivere per almeno 24 ore...o che mi auguro di ritrovare ;-)

domenica 24 giugno 2012

Piccole cose del weekend

Sono stati due luuuunghi giorni senza Papà Velcro, che ha dovuto lavoraretutto il weekend, ma pieni di Zie e di cose da fare :-)
Sì, perchè io non ce la faccio più: l'estate è arrivata e per ogni day hospital che ci pippiamo durante la settimana, ho deciso che dobbiamo pareggiare con qualcosa di "altro" nel weekend o la sera, se reggiamo.
Non si può vivere di solo ospedale, quando fuori il cielo è azzurro, le rondini garriscono felici e le giornate sono così lunghe ma soprattutto non c'ho un cazzo di voglia di cucinare.
Quindi abbiamo iniziato già da mercoledì sera con una pizzata a sorpresa per il papà, prelevato dalla sua tribù di femmine direttamente in ufficio per una cenetta a 4 a Villa Torlonia; abbiamo proseguito venerdì con una grigliatona al parchetto con gli Amici dell'Oasi di Fido; poi ieri è stata la volta del Baby Nuoto (peccato fosse l'ultima lezione...).
La Microba stavolta è venuta in acqua con me :-) mentre la "solita" Zia Dany si spupazzava la Piccola Hooligan (l'acqua fredda della piscina ci ha fatto però desistere dopo un quarto d'ora).
Giretto al parco col cane senza fretta e senza orari (vedi foto sotto).
Poi passeggiata serale con gelato che fa molto estate.
Ed oggi invece, l'apoteosi: con la macchina carica di tre tonnellate di cazzate di roba utile, siamo partite alla volta del mare dove, coadiuvata da uno stuolo di ottime Zie, mi sono fatta una bella immersione subacquea mentre le pupette mettevano a dura prova Alessandra, Daniela e Tania (in rigoroso ordine alfabetico) sulla spiaggia.
La Microba ha fatto mostra di prediligere come al solito la sua mamma, producendo piccole armi di distruzione di massa solo in sua presenza ma soprattutto decidendo di vomitarle addosso "esorcista-style" il pappone di brodo vegetale+verdure+spigola+olio+parmigiano+crema di farro nell'esclusivo ristorantino, lasciando come simpatico souvenir dell'evento un'imbarazzante Crocs piena di liquido verde e delle macchie sui vestiti che manco l'Omino Bianco in persona riuscirà a far sparire.
Mare. Sole. Salsedine. Vento in faccia. Risate.
Un'immersione splendida contornata di mille nudibranchini colorati, cernie, polpi, gorgonie.
Zero pensieri in testa, solo il rumore ritmico delle mie bolle e una micro-pennica sulla cima durante la deco.
Aaah. Mi sembrava di essere tornata indietro di qualche anno.
Perchè ogni tanto anche le mamme si devono ritagliare uno spazio tutto loro, possibilmente senza nani intorno, per ricaricarsi un po' ;-) ed io riesco a staccare la spina solo così, facendo la cosa che amo di più al mondo.
Ci voleva proprio, da ripetere quanto prima con Papà Velcro, che almeno si smazza il trasporto dell'attrezzatura che mi è mancato molto.
A conclusione del weekend...Europei di calcio!
No, no, non abbiamo guardato la partita dell'Italia....è che, chissà perchè, puliamo la A-car (ah ah) la macchina solo in occasione dei grandi eventi calcistici.
Siccome ultimamente ci ha mollati a piedi in un paio di occasioni (di cui una proprio oggi...fortunatamente pre-partenza per il mare) abbiamo deciso di dedicarle qualche attenzione in più, data la sua veneranda età, compiendo anche un paio di riti scaramantici.
Quindi, mentre urla belluine provenivano dalle finestre aperte durante i calci di rigore, armati di Folletto abbiamo dato il definitivo addio alla zucchina trifolata che soggiornava sulla moquette dai Mondiali...un po' mi è dispiaciuto, era diventata una di famiglia.
E finalmente abbiamo montato il seggiolino "nuovo" per la Microba (in realtà era quello della sorella) che ora ha la lunghezza ed il peso giusto per poterlo usare e quello effettivamente nuovo, fichissimo e da "grandi" per la Piccola Hooligan, non vedo l'ora di provarli :-)

Mmmm...pare interessante...famme un po' toccà!

Me piasce...mò m'allargo...

...eddaje cò la pet therapy !!!


Un ringraziamento alle Zie per avermi regalato queste ore di libertà, agli Zii per essersi accollati la mia attrezzatura su e giù per le scalette, al Roma Diving Center per la calorosa ospitalità.
Un grazie speciale ad Alessandra (che non ho idea se sia sopravvissuta) che si è dovuta pippare un bagno tra le onde dal colore inquietante di Ostia, costretta dalla Piccola Hooligan :-D

martedì 5 giugno 2012

I soliti idioti...



La serie tv non c'entra nulla, ma ciò non toglie che oggi Mamma Compulsiva e Papà Velcro si intitolano così (di più Papà Velcro però).

Giusto ieri vi ho raccontato di come la Microba abbia frullato nell'iperspazio la protesi al palato nuova di zecca, durante un momento di mia distrazione.
Gli Amici del quartiere si sono mobilitati subito e, seguendo le mie istruzioni sull'area di ricerca più probabile, hanno iniziato a setacciare il parchetto palmo a palmo, che manco i cercatori d'oro del Klondike...
Risultati zero.
Il classico ago nel pagliaio.
Ero sicura che, secondo un corollario della Legge di Murphy (regolata dal Catalizzatore di Sfiga Cosmica) la placchetta sarebbe saltata fuori senza sforzo non appena avessimo acquistato quella nuova.
Ed infatti.
Mezz'ora dopo la richiesta di Papà Velcro al Policlinico per una nuova protesi, magicamente è riapparsa.

Mi chino per prendere in braccio Nina dalla ciambella gonfiabile in cui stava giocando e, tra la stoffa colorata, scorgo la placchetta con tutta la striscia rosa del collante Polident ancora attaccata: strabuzzo gli occhi, la saliva mi si azzera completamente, l'adrenalina pompa in circolo, il cuore batte a mille...non oso chiudere le palpebre per paura che l'immagine svanisca.
Mi butto come nemmeno Zoff avrebbe saputo fare e racchiudo il mio tesoro nel palmo della mano.
Poi piano piano schiudo le dita e sbircio dentro.
No, non era un'illusione, è proprio la placchetta!
:-)
Ma...non mi sembra quella nuova però...mi sembra quella vecchia.
Cocente delusione.
Però, però, però...siccome quella vecchia l'ho lavata accuratamente, asciugata, avvolta in una garzina e riposta su una mensola in attesa di archiviarla nella monnezza una collocazione, la speranza si riaffaccia.
Volo a togliere il Polident con lo spazzolino, in modo da guardarla meglio: è proprio la protesi vecchia, nessun dubbio.
Ma come cazzarola è che era in giro e per di più usata, se l'avevo riposta ordinatamente sulla libreria?
FLASH!
Con un balzo raggiungo lo zainetto con tutto l'armamentario Microboso per quando siamo in giro, apro una busta dove teniamo tutte le cosine piccole (siringhe, medicine, Polident, garze, forbicine...) ci ravano dentro come un frullatore impazzito e ci trovo l'impensabile.
Sissignori!
La protesi nuova.
Arrotolata anch'essa dentro una garza come un faraone, col suo bello strato di collante sbavato e saliva rappresa.

Venerdì, la Microba è stata sottoposta ad un'anestesia totale e le abbiamo dovuto togliere la placchetta. Sabato ci siamo scordati di rimettergliela e domenica...
Domenica Papà Velcro, dopo aver fatto colazione con una damigiana di vino dei Castelli, ha pensato bene di prendere l'involucro di garzina simile che stava sulla mensola e di mettere a Nina la protesi (che però era quella vecchia) e che ovviamente è schizzata via dopo qualche minuto, essendo diventata oramai troppo piccola, mentre Nina giocava nella ciambella.
Subito dopo siamo uscite per portare a spasso il Cane Orizzontale, e da lì si è innescato il tutto.

Vabbè, tutto è bene ciò che finisce bene, ma...che dù rincojoniti !!! :-)

domenica 13 maggio 2012

Festa della Mamma 2012


Lo so che ti scoraggi
quando trovi le mie impronte
sui mobili e sui muri:
rallegrati però che sto crescendo
e rimarranno un ricordo solamente.
Perciò io ti regalo le mie impronte
perché tu possa, un giorno ben lontano,
vedere com'erano piccole le mie mani
al tempo in cui cercavan la tua mano.

A parte l'apprezzatissimo classico lavoretto fatto all'asilo dalla Piccola Hooligan (qui sopra una parte del biglietto con la poesia...blu e arancio, i colori preferiti da mamma & papà) il regalo più bello me l'ha fatto Papà Velcro: pranzetto tête-à-tête a sorpresa in un ristorantino adocchiato da tempo immemorabile.
3 ore senza nanette in giro: da non crederci, mi sembrava irreale !!!!
Bisogna attendere un altro anno o si può ripetere quanto prima ???
:-)

domenica 15 aprile 2012

Una domenica mattina di mille anni fa

Papà Velcro e Mamma Compulsiva durante la loro ora d'aria :-)
Autoscatto al Macro di Testaccio

Non ci ricordiamo nemmeno più quando è stata l'ultima volta che abbiamo assaporato un pochino di libertà facendoci gli affaracci nostri senza bimbe (una, l'altra, entrambe).
Un po' perchè ci piace portarcele dappertutto e loro, bisogna essere sinceri, paiono proprio portate ai viaggi, a stare in giro ed essere sballotate su e giù da treni, aerei, traghetti, barche. Anzi...stanno meglio fuori casa!
:-)
Ma oggi è venuto il giorno di piazzarle a parenti che se ne pentiranno amaramente che non vedevano l'ora di spupazzarsele, e fare qualcosina di diverso.
In realtà ci avevamo già provato ieri, ma la super-gufata dello Zio Bradipo aveva colpito: 4 milioni di romani avevano tutti scelto lo stesso cinema. Tutto strapienissimo, per qualsiasi orario e film (che dovrei anche esserne contenta dato che lavoro nel settore, ma in quel momento avrei voluto vaporizzarli tutti).
Rimanevano 2 posti ma non vicini o la Litizzetto.
Luciana non volermene, mi stai molto simpatica, ma dopo 1 anno e mezzo che non vado al cinema corca che scelgo il tuo filmetto. Senza rancore, eh.
Poi ovviamente ha iniziato a piovere, si vede che il Catalizzatore di Sfiga Cosmica prende anche a distanza, li mortè !!! Quindi no passeggiata, no gelatino...ci siamo rifugiati a bere una cosetta giusto per non sprecare la serata, ma aver mancato il bersaglio ci ha fatto rosicare parecchio.
Quindi stamattina, pronti via: alle 8 alle 9 alle 10 alle 11 ah ah ah all'alba delle 11.30 siamo scappati e finalmente abbiamo potuto toglierci lo sfizio di assaporarci una mostra meravigliosa.
Era da Gennaio che ci puntavamo, avevamo già anche fatto un tentativo tempo fa, ma la lunga coda e le bimbe crollate nei seggiolini ci avevano fatto desistere.
Consiglio caldamente di gustarvi gli scatti di Steve Mc Curry, da 30 anni grandissimo fotografo di National Geographic, al MACRO di Testaccio.
Si tratta di una raccolta di fotografie scattate in giro per il mondo nel corso degli ultimi 20 anni: soprattutto ritratti e momenti di vita della popolazione locale, abbinati ed accostati in modo molto interessante, per un confronto nel tempo o nello spazio. Alcune sono famosissime, non esiterete a riconoscerle.
Le immagini sono semplicemente meravigliose: vive, toccanti, sicuramente emozionanti, non potrete non innamorarvi dei colori, dei volti, dei Paesi.
Afghanistan, India, Indonesia, Tibet, Thailandia, Cambogia, Myanmar, Kuwait, Yemen, Mali, Giappone ma anche Italia e USA (11 settembre) e tanti altri...
L'allestimento è molto coinvolgente, anche se a volte il cartellino con l'indicazione di luoghi e date è posizionato alla fine o comunque in modo non molto funzionale (notato da noi che siamo 2 noti pigna in culo precisini). Le fotografie esposte sono moltissime, ci si impiega minimo minimo 1 ora, ad andar veloci e senza fermarsi a dare un'occhiata ai 2 documentari (ovviamente di National Geographic) che consiglio invece di vedere (in questo caso un paio di ore vanno via tutte).
La mostra è aperta fino al 29 Aprile, quindi vi conviene affrettarvi.
Costa 10€ ma ci sono un sacco di convenzioni: dagli abbonati Atac alla Cartapiù feltrinelli (valida x 2 persone) che danno diritto al biglietto ridotto (8€).
Voto personale: 10 e lode !!!
Sconsigliato a chi preferisce immagini "glam" e patinate: qui i soggetti sono le popolazioni, spesso in condizioni di disagio, di Paesi del cosiddetto del "Terzo Mondo" (infatti c'è anche l'Italia, ah ah ah).