EHI !!!

Ho una tonnellata di bavaglini...ma se ti va di regalarmene un altro, metti l'importo corrispondente qui, lo tramuteremo in ore di fisioterapia, protesi e/o attrezzature speciali:




UBI BANCA S.P.A. Filiale di Brescia – Via Trento 25

IBAN: IT05G0311111270000000014735


BIC: BCABIT21

INTESTATO A: Isabella Moreschi (mamma di Nina)

CAUSALE: Donazione per Nina

Non scordarti di mettere il tuo recapito o di mandarci una e-mail in modo da poterti ringraziare!


per informazioni: inviaggioconnina@gmail.com


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mercoledì 6 gennaio 2016

Sono arrivati i nuovi Carlosauri !!!


Il nostro amico Sauro ci ha mandato i nuovi Carlosauri de "Il Pianeta delle Idee" da sperimentare !!!

 
Ecco le mie ragazze alle prese con il classico Labirinto



 
e questa fantastica Torre, la Katasta Neolitica, protagonista di decine di sfide in cui attenzione, concentrazione, strategia e manualità fine vengono messe a dura prova...


 
...velocità e coordinazione  richieste anche per l'Anello di Gravità
 
MERAVIGLIOSI TUTTIIIIIII !!!! Per grandi e piccini :-)

martedì 8 dicembre 2015

Aspettando Santa Lucia


 
Weekend dai nonni a Brescia: si scrivono letterine a Santa Lucia !!!

 
Ecco la richiesta di quest'anno: Playmobil :-)
Letterina tutta scritta da Nina !!!

martedì 1 dicembre 2015

Primi approcci con la scrittura in corsivo



Il lavoro ferve alla Casa dei Bambini Montessori e Nina non é da meno: ecco una delle sue prime esperienze con la scrittura in corsivo :-)

mercoledì 16 settembre 2015

La ballerina corazzata

Oggi controllo e collaudo dei tutori delle scarpe ortopediche e della "corazza" da super-eroe alla ITOP di Palestrina.
E mentre aspettavamo i nostri tecnici, abbiamo giocato un po' alle ballerine :-)



lunedì 10 agosto 2015

Una "maccheLa" per Nina




Ciao Amici!
Sì, é vero!
La genetica non é un'opinione: infatti io, tra le altre cose, ho preso anche l'amore per il mare da mamma e papà, subacquei.
In questi giorni ho sdoganato la "maccheLa" ed eccomi pronta all'azione 

Nel frattempo Enrico, scortato oggi da Douglas, fan inglese, ha completato la 16ª tappa: ancora 2 ed entrerà trionfalmente nello Stadium of Light di Sunderland!



mercoledì 5 agosto 2015

Altro giro, altro regalo!



Ciao Amici!
Un altro giorno di grandi progressi, anche motori :-)
Innanzitutto mi sono sforzata di bere l'infido pappone enterale via bocca ed ho integrato con dei pezzettini microscopici di cotoletta; poi mi sono veramente superata, affrontando buona parte della scarpinata attraverso la pineta per arrivare a Porto Selvaggio (in discesa, eh, al ritorno in salita erano più comode le spalle di mamma, eh eh eh) sbriciolando il mio record di 100 metri di camminata senza bloccarmi.
Ma c'é qualcun altro che si da da fare per polverizzare i suoi record: Enrico, al suo 2º giorno di pedalata in Inghilterra #goenricogo !!!!


venerdì 23 gennaio 2015

Habemus scarpettam



Finalmente sono arrivate!
E sono fighissime !!!! :-)
Le famose scarpe ortopediche (con i tutori nuovi per sostenere le cavigliette "spatasciose" di Nina) rispettando rigorosamente la procedura di cui vi parlavamo qui, sono pronte dopo esattamente la bellezza di 3 mesi. 
Nonostante l'amarezza dovuta ad una burocrazia demenziale, bisogna dire che alle Officine Ortopediche ITOP lavorano benissimo, tutto su misura, tutto perfetto, incluso uno speciale rialzo che va a compensare la differenza di lunghezza di una gambetta, completamente nascosto all'interno della struttura ed invisibile.
Ora vediamo come andrà la prova...su strada !
;-)

martedì 16 dicembre 2014

Di sassolini, scarpe e lunghe attese




Una faccetta buffa davanti ad un enorme meraviglioso mosaico alle Terme di Diocleziano



La vita in Italia, lo avrete notato in tanti, si fa ogni giorno più difficile.
La vita con un bimbo "fuori standard", pure.
La vita in Italia con un bimbo "fuori standard" raggiunge vette di demenzialità che nessuno sceneggiatore di nessun cinepanettone demenziale potrà mai raggiungere.
Ho deciso di togliermi qualche sassolino sfogandomi qui, così le solite orecchie possono riposare ed ho una platea più vasta, ah ah ah! 


Tema: Richiesta di scarpe ortopediche nuove con tutori


Svolgimento:


-prenotare ed effettuare la visita ortopedica/fisiatrica
-portare la prescrizione dello specialista alla ditta che fornisce le protesi/ausili
-la ditta rilascia il preventivo
-portare il preventivo della ditta alla ASL
-ritirare l'autorizzazione dalla ASL e portarla alla ditta
-farsi prendere le misure/calco del piede
-tornare dopo un tot alla ditta a prendere le scarpe
-effettuare il cosiddetto "collaudo" dall'ortopedico/fisiatra
-spedire la documentazione con l'ok dello specialista alla ditta 


Così su Marte.

In Italia invece:


-inizio a chiamare l'ospedale il 10 di ottobre (la Microba mi dice che le scarpine le fanno male)
-dopo aver chiamato tutti i numeri di questo mondo, riesco a trovare chi si occupa delle prenotazioni delle visite. É il 15 di ottobre. Visita fissata per il 3 dicembre ... Cerco di insistere facendo capire l'urgenza (la bimba ha e può camminare solo con quelle scarpe).Niente da fare. 
Provo a contattare direttamente la fisiatra per veder se si riesce a fare la "terronata" ossia trovare un buco fuori lista d'attesa (deve fare solo una prescrizione, in fin dei conti) ma ha cambiato ufficio e nessuno sa il numero di interno. Parlo con svariati colleghi e lascio il mio numero a chiunque riuscendo a non beccare manco un aitante stalker... 
-vista la mal parata, tolgo i tutori dalle scarpe in modo che non le facciano più male
-provo altre vie tramite la ASL locale (anche per evitare di farmi 100 km per una prescrizione) ma Nina si ammala, viene operata, fa la sua bella convalescenza e...siamo al 3 dicembre.
-Nel frattempo mi spezzo la schiena portandola in braccio spesso e volentieri 
-visita ok, fortunatamente il reparto di Neuroriabilitazione Pediatrica si é organizzato ospitando gli addetti della ditta che fornisce gli ausili ed il preventivo é subito fatto, saltando un passaggio.
-vado alla ASL ovviamente sbagliando giorno, perché gli sportelli sono aperti solo 3 giorni alla settimana. Per una volta che avevo trovato subito un bel parcheggio, proprio sopra un cassonetto....:-)
-torno alla ASL e falciando una vecchietta fortunosamente rientro nei 50 numeri che vengono serviti ogni mattina. Gli sportelli aprono alle 8.30 ma c'è gente in fila dalle 7. Leggende metropolitane riportano vecchietti che mandano i i nipoti a prendere il posto all'uscita dei rave party.
-mi alieno con un paio di ore di attesa e consegno il preventivo. Ci vorranno 7 giorni 7 per l'autorizzazione.
Però per ritirarlo non devo più fare la fila. Che culo, penso.
-dopo una settimana torno e mi faccio comunque un po' di fila perché ci sono un tot di vecchietti azzannatori che devono ritirare anche loro i preventivi autorizzati (praticamente tutti quelli che lo hanno presentato il mio stesso giorno).
-telefono immediatamente alla ditta e mi rispondono che per l'appuntamento verrò "richiamata presto"
-siamo al 12 di dicembre, venerdì .
-sfogliando distrattamente il dizionario "romano-italiano" mi sovviene che "presto" viene comunemente tradotto come "mai". 
-weekend dde mmerda con Nina che si fa portare in braccio ogni istante perché ha male ai piedi ed in effetti noto degli arrossamenti sui malleoli dove sfrega la scarpina oramai piccola.
-lunedì 15 richiamo la ditta spiegando la situazione, aggiungendoci anche qualche litania in bresciano stretto: mi dicono che solleciteranno.
-in effetti nel pomeriggio richiamano con la data dell'appuntamento per fare il calco del piede:
31 dicembre! evviva, veglione con il tecnico ortopedico! 
-la prima settimana di gennaio però saranno chiusi, quindi la richiesta verrà lavorata dopo il 7 gennaio. Tenendo conto che ci vogliono minimo 2 settimane per avere le scarpe, arriviamo a fine mese.
-Dopodiché c'é da andare a provarle pregando perché siano giuste, prendere scarpe e bimba ed andare a fare il collaudo dalla fisiatra e poi occuparsi della documentazione. 

Diciamo che per febbraio avremo le scarpe? 

Azzardiamoci, dai, siamo fiduciosi ed ottimisti, che ci costa? 
3/4 mesi per un paio di scarpe ortopediche senza le quali non puoi camminare, cosa vuoi che siano? 


Welcome in Italy.


Ah, questo post è dedicato a tutti quelli a cui piace domandarmi in continuazione perché ancora non sono rientrata al lavoro, contando che le scarpine sono solo la punta dell' "iceberg Nina" e che la legge 104 (fortuna che c'è, eh) prevede solo 3 giorni al mese da utilizzare in supporto al disabile.
A gennaio ci siamo fatti i conti e siamo già a 6 giorni di giri tra visite, scarpe e day hospital.
A che punto siamo con la clonazione? ;-)







martedì 9 dicembre 2014

Un piccolo grande traguardo - video

La vita è fatta a scale, così dicono...e noi cerchiamo di non farci cogliere impreparati!
3 anni fa nessuno si sarebbe mai aspettato di vedere quello che accade in questo video.
Certo, per molti sarà una banalità (i coetanei di Nina corrono, fanno i salti mortali e vanno in bicicletta) ma a noi invece riempie di ORGOGLIO! :-)


mercoledì 14 maggio 2014

Parco giochi inclusivo: la nostra esperienza



L'altro giorno vi ho presentato la pagina FB di Claudia e Raffaella "Parchi con giochi accessibili a tutti i bambini" , nata per richiedere dei giochi inclusivi nei giardini del loro paese, Santarcangelo di Romagna, e diventata in soli due mesi la "Bibbia"di questo tipo di aree giochi attrezzate per TUTTI i bambini, con migliaia di fans.

Siccome il tema delle pari opportunità e dei diritti per tutti è molto caldo, ho deciso di riportare anche la nostra esperienza personale, nell'unico parco inclusivo che abbiamo frequentato.

Trattasi di un'area giochi nuovissima, appena inaugurata, creata in un grande cortile interno dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Palidoro (Roma) luogo che ospita anche un grande reparto di Neuro-riabilitazione infantile.
Quindi quale luogo migliore per sperimentare questa nuova generazione di giochi?

Vediamolo un po' nel dettaglio, con la speranza che le mie riflessioni possano essere utili o di spunto per la creazione di nuove aree simili:

Per accedervi si passa attraverso una normale porta con maniglione antipanico.
Una mamma con passeggino è già in difficolta, figuriamoci un bambino in carrozzina o su una seduta posturale con un genitore che lo spinge. Suggerirei una più "friendly" porta scorrevole automatica.

L'intera area di gioco è ricoperta da una pavimentazione di materiale gommoso antishock, molto gradevole, pulita ed anche fonoassorbente. I bambini possono giocare per terra senza problemi e l'accessibilità è pienamente garantita.

Il parco giochi è interamente all'aperto e, a parte una piccola parte pergolata con un paio di tavolinetti con sgabelli e panchine, è completamente scoperta.
Prevedo il suo abbandono ai primi caldi.

Tutti i giochi sono nuovi e pensati per l'utilizzo anche da parte di piccoli "fuori standard" o almeno...


Ci sono diversi pannelli tattili e sensoriali posti in verticale con dei giochi da fare (labirinto girevole, percorso con abbinamento di figure). Purtroppo non sempre il bambino seduto ci arriva con facilità. Nel secondo caso le rotelle verdi con le figure di animali si incastrano spesso e ci vuole la forza di un adulto per smuoverle. Inoltre in un punto (la chiocciola) la rotella cade in continuazione perché non c'è abbastanza spazio a termine corsa, causando un' enorme frustrazione nel bambino che ha completato il percorso in modo corretto e che vede i suoi sforzi vanificati.


A Nina è piaciuto particolarmente questo "tavolino" in cui i vari strati sono girevoli e bisogna o completare il puzzle di diversi animaletti (abbinando correttamente zampe, addome e musetto) oppure trovare le forme geometriche corrispondenti.
Simpatico ma...il primo disco è fisso e quindi si è costretti a cambiare posizione lungo i bordi del tavolino per accedere alle altre figure degli animaletti. Un po' scomodo. Si potrebbe ottimizzare semplicemente facendolo ruotare anch'esso.


Ma l'attrazione primaria è costituita da una specie di nave: da un lato due pedane consentono l'accesso con le carrozzine, dall'altro ci sono scalette ripide e scivolo.
La zona usufruibile al bimbo con le ruote è limitata, perché l'accesso allo scivolo è solo tramite gradini: questo mi ha lasciata un po' interdetta perché se hai fatto 30, fai anche 31, cazzarola!
Togli quei 3 gradini, inventati qualcosa, ma non puoi promettere una gustosa torta e poi sollevarla all'ultimo momento!


La zona che invece è accessibile alle carrozzine ha diversi "gadget": un telefono finto (scomparso dopo la prima settimana) un telescopio ed un binocolo che attirano molto l'attenzione dei piccoli.
Il telescopio ok....


Ma il binocolo... Non ci si arriva!
Mi chiedo: ma i progettisti...le provano queste cose prima di metterle in produzione o no?
Dai! Crei una struttura che possa essere fruibile anche ai bimbi fuori standard e poi...non ci arrivano?
Su, più impegno, eh! Non si può cadere su queste cazzatine. Credo che le urla frustrate della Microba che voleva vedere col binocolo, rieccheggino ancora lungo la costa di Palidoro :-/


Sul terreno di gioco ci sono poi giochi classici come un piccolo scivolo (3 gradini, adatto proprio ai piccolissimi), qualche gioco a molla, una giostrina girevole di cui però non ho capito l'utilizzo (!) una semplicissima casetta "passante" per cui vi si può entrare anche con una carrozzina, altalene "standard".


 Ma il pezzo forte, secondo me, sono le altalene "inclusive"; quella a cesto:


...che Nina è riuscita ad utilizzare portandosi dietro anche il suo zainetto con la macchinetta della pappa e che ho provato anche io ('na goduria...peccato che non ci stia nel nostro micro-soggiorno)
E quella a orsacchiotto:


...su cui anche chi ha problemi di stabilità posturale può stare qualche minuto a godere del dondolio, grazie allo schienale alto e alla forma avvolgente:



Insomma, concludendo: promossa l'idea, ho apprezzato la realizzazione con materiali di qualità in uno spazio molto ampio e senza pericoli di sorta (tutta l'area è recintata da una palizzata di legno) e soprattutto il fatto che sia stato creato un parco giochi inclusivo proprio in un luogo dove i bimbi fuori standard regnano sovrani, a volte anche per lunghi periodi o comunque che frequentano l'ospedale molto spesso.

Nelle lunghe attese per le visite o i day hospital questa area attrezzata diventa una notevole valvola di sfogo per TUTTI i bambini, anche per quelli che magari non hanno la capacità motoria necessaria per utilizzare i classici giochi che si trovano nella maggior parte dei giardinetti.

Qualche miglioria nella progettazione (non imputabile ovviamente all'Ospedale, ma proprio alla ditta creatrice dei giochi) e qualche piccola accortezza sulla location (zone di ombra, porta scorrevole) potrebbero sicuramente rendere più confortevole l'utilizzo del parco inclusivo.

Con la speranza che questo tipo di parco si diffonda il più rapidamente possibile o che qualche vecchio gioco rotto venga sostituito con uno inclusivo, vi chiedo cortesemente di "spammare" quest'idea ovunque o di fare un reportage per Claudia e Raffaella nel caso vi capiti di giocare con i vostri bambini in uno di questi posti.

Da soli è difficile fare qualcosa, ma in tanti...

;-)

lunedì 12 maggio 2014

il Parco giochi inclusivo: anche i bimbi "fuori standard" vogliono giocare!!!





Come deve essere un parco giochi  per bambini?
L'argomento non mi interessava un granchè, diciamolo, prima della nascita delle gnome.
...
Ok, lo ammetto, meno di zero.


Da quando è arrivata la Piccola Hooligan, ovviamente ci presto più attenzione, essendo l'area giochi il miglior alleato delle mamme, dove i piccoli unni si scatenano senza rompere alcunché in casa, sfinendosi a puntino in quel girone infernale costituito da quel paio di ore tra l'asilo e il momento della cena.
Fortunatamente qui nella mia zona ci sono parecchi giardini attrezzati, pubblici e privati (per privati intendo quelli delle parrocchie, degli oratori; quelli a pagamento tipo gonfiabili per me non esistono) ne prediligo uno piuttosto che un altro, ne evito uno perché ha la sabbia = delirio serale in casa che oltre a dover mettere in lavatrice la nana, mi tocca anche pulire casa, un altro perché i giochi sono rotti o malfunzionanti...
E fin qui...ordinaria amministrazione da mamma.
Ma da quando è arrivata Nina, quest'attenzione è completamente cambiata: nel primo anno di vita non abbiamo frequentato nessun giardino o area giochi a causa delle condizioni precarie di salute della Microba e dei suoi millemila impegni presso ospedali e centro di riabilitazione.
Poi ha iniziato a stare meglio e a gattonare, quindi il problema dell'accessibilità dei giochi mi si è posto solo marginalmente, anche se ho iniziato a vedere le cose con occhi decisamente diversi.
Sullo scivolo l'accompagnavo io (erano minimo 30 anni che non ci salivo....) appena ha avuto il controllo della testa è stato possibile metterla in una di quelle altalene per bambini piccoli, con le protezioni, per il resto si è sempre arrangiata da sola (non sono una mamma molto apprensiva, anzi: incentivo la tendenza a cavarsela da sole supervisionando le nane a distanza ed intervenendo solo quando mi chiamano).
Nonostante il ritardo motorio, Nina è sempre stata più o meno in grado di utilizzare quasi tutti i giochi, ma un bambino in carrozzina?
In effetti non se ne vedono mai. Ora che sono "nel settore", lo noto subito.
I rarissimi casi che ho visto ai giardini sono così gravi da non poter apprezzare la gioia del gioco ma vengono comunque portati "all'aperto"; gli altri probabilmente sono "giustamente" lasciati a casa... Portereste un bambino diabetico in pasticceria?
Certo che no.
E perché portare un bambino in carrozzina al parco, dove non può utilizzare o interagire con nessun gioco di quelli predisposti?
Per non parlare dell'accessibilità vera e propria: buche, erba, fondi sconnessi, in qualche caso ghiaia e sabbia. Basta avere un passeggino o un trolley per rendersi conto di quante barriere architettoniche ci circondino ancora.
Ma fortunatamente ora i tempi sono notevolmente cambiati, la visione della disabilità è diversa, i nostri piccoli "fuori-standard" non vengono più rinchiusi in istituti; in molti casi, salute permettendo, conducono vite quasi "normali", per cui tra una terapia ed un ricovero, ci si ritaglia anche lo spazio per una passeggiata o un pomeriggio di relax al parco.
E quindi perché non pensare ad un'area giochi per tutti?
Qualche Comune illuminato ci ha già pensato e l'idea del "parco giochi inclusivo" è già realtà, soprattutto nelle Regioni del nord Italia.
Ma di cosa parliamo?
Di una riserva per piccoli handicappati?
No! Semplicemente di scegliere delle attrezzature senza barriere architettoniche (ad esempio queste di Lappset) che possano essere utilizzate da tutti i bambini, anche quelli con una ridotta capacità motoria, visiva o percettiva.
Il che vuol dire, che questi giochi possono essere utilizzati senza problemi anche dai bambini "standard" insieme ai loro amici "fuori standard" riducendo un gap creato da adulti poco accorti.
Oltre ad alcuni Comuni, anche i cittadini si stanno muovendo, facendosi portavoce dei bisogni e dei diritti di tutti i bambini.
Ad esempio ci sono due mamme eccezionali, Claudia e Raffaella che si sono mobilitate per far creare un parco inclusivo anche nel loro paese, Santarcangelo di Romagna: hanno creato una pagina Facebook chiamata Parchi con giochi accessibili per tutti i bambini così ricca ed interessante e costantemente aggiornata che secondo me travalica il loro scopo e diventa la base per lo studio e la realizzazione di un nuovo modo di vedere le aree giochi per i nostri figli.
Tutto è nato da questo articolo di Claudia, mamma-blogger altamente sensibile alle tematiche sociali ed acuta osservatrice delle tristi realtà che ci circondano.


Che ne dite?
Facciamo conoscere a più gente possibile la possibilità di avere dei giochi inclusivi nei nostri giardinetti, affinchè TUTTI i bambini possano giocare?
Dai, so che siete splendidi e condividerete la pagina FB di Claudia e Raffaella ovunque.
Anzi, se qualcuno di voi Amici di Nina abitasse per caso in uno di questi Comuni dove è stato realizzato un parco inclusivo, magari può fare qualche foto da mandare alle nostre due super-mamme! :-)

domenica 27 aprile 2014

Felicità è ... una draisina!

Una... che?

É stata la prima cosa che ho risposto al commesso strabuzzando gli occhi.
Io gli avevo chiesto, utilizzando un termine altamente tecnico, "una bici senza pedali, di quelle che ci si spinge coi piedi" (il tutto mimando anche il movimento, con una grazia tipo ippopotamo anchilosato).




Ok, scopriamo tutti insieme appassionatamente che si chiama "draisina" :-)
Ho pensato che possa migliorare la motricità ed il coordinamento degli arti inferiori della nostra piccoletta, che non ha la forza necessaria per pedalare nemmeno su un triciclo, ma che adora e desidera tanto due ruote tutte per lei. 
Le bici con rotelle sono ancora troppo impegnative, sia come tipo di movimento sia come dimensioni (anche la più piccola è "tanta" per Nina).
Il monopattino, regno incontrastato della sorella fin dalla più tenera età (18 mesi) non è adatto alle sue cavigline moscette.
Mi è venuto in mente questo mezzo, importato con successo negli ultimi anni dai paesi del nord Europa dove invece è molto diffuso: pare infatti che la draisina incentivi e sviluppi il senso d'equilibrio (che qui servirebbe eccome: si cammina ancora come all'uscita di un pub dopo parecchie pinte di birra!!! ) e che consenta di passare alla bicicletta normale senza l'ausilio delle rotelle di sicurezza.
Il primo approccio è stato estremamente positivo:





Ora attendiamo solo il sole per l'allenamento "outdoor" ;-)

(Draisina Mod. NewRunRide di Decathlon)

venerdì 4 aprile 2014

Acrobazie casalinghe per piccoli ipotonici (video)



Noi, sotto suggerimento della Piccola Hooligan fonte inesauribile di spericolatezze, ci diamo alle acrobazie casalinghe, alla faccia dell'ipotonia (e soprattutto del reflusso gastroesofageo) :-)

OPLA' !!!

lunedì 24 febbraio 2014

Marinare...ogni tanto si puó e si deve!

Marinare...ogni tanto si può e si deve!
:-)
Oggi, a causa di un guasto tecnico, niente nido.
Complice il bel tempo e la temperatura gradevole, Nina ha passato la mattinata al parco insieme agli amichetti, mentre le mamme spettegolavano allegramente...
Finalmente la Microba ha potuto scatenarsi in libertà:

 
è stato il momento delle corse....

 
delle cavalcate....

 
...altalena a go-go

 
...lo scivolo

 
...un po' di lap-dance

 
...ma soprattutto il ponte tibetano, alla faccia dell'ipotonia e dei problemi motori :-)

venerdì 24 gennaio 2014

Chi è Nina - vol.4


Leccando la pizza - Lago di Garda - Agosto 2013
 
 
Dopo 3 mesi, è ora di rivedere un po' chi è Nina.
I cambiamenti si susseguono giorno dopo giorno, sia fisici (è cresciuta in modo evidente) sia motori (cammina tutta stortignaccola ma in modo più sicuro) sia cognitivi.
Il carattere è tosto.
Ooooh sì, proprio tosto!
La signorina è già in piena adolescenza e vuole fare tutto da sola e (soprattutto!) di testa sua.
Si cerca sempre di lasciarla sperimentare il più possibile ma...che pazienza! ,-)
Ad esempio ora decide lei come vestirsi e le proposte della mamma sono quasi sempre cassate con uno sdegnoso "Quetto NO!" oppure "No 'i iace" (non mi piace).
Anvedi che puzzona.
Tra 10 anni, se queste sono le premesse, mi conviene iscrivermi alla Legione Straniera e darmi alla macchia.
Direi che siamo entrati di diritto nei mitici Terrible Two, ossia i fatidici "terribili due": quel simpatico periodo noto ai genitori, zii, nonni ed educatori di tutto il mondo come quello in cui il nano ti sbriciola le palle si autodetermina, dice sempre "NO" ed "E' MIO", non gli va mai bene niente (se gli dai pizza voleva pasta; se gli dai pasta, voleva pizza; se lo freghi proponendogli entrambi, di sicuro voleva gnocchi!) si mena con altri gnomi per il possesso di qualsiasi cosa, oggetti poi subito dimenticati alla fine della rissa.
Praticamente un cagacazzi professionista! ah ah ah !!!
Insomma, prevedo che nei prossimi mesi avremo il nostro bel da fare.
Finalmente la visione dello stesso cartone animato in loop continuo, come se fosse l'ultimo dvd rimasto sul Pianeta Terra, dura solo una settimana invece del mese intero a cui eravamo abituati (riuscendo a toccare livelli di doppiaggio ad occhi chiusi degni di un professionista..chi di voi non conosce almeno un cartone a memoria?).
Oltre ai grandi classici Disney (Aristogatti, Carica dei 101, Libro della Giungla, Robin Hood, La Spada nella Roccia...) sono riuscita ad introdurre anche le meraviglie di Hayao Miyazaki, accolte dalla Microba con grande entusiasmo.
I suoi preferiti? "Totoro" e "la Città Incantata".
Mentre il successo del primo era abbastanza scontato, mi ha stupita molto per la scelta del secondo, molto visionario e con un livello narrativo complesso.
Ma tant'è, 'sta gnoma ci stupisce sempre.
Accantonate per il momento Peppa Pig (Olè!!!) e Pimpa.
I gusti sono decisi e non si fa trascinare dalla sorella maggiore nella scelta (anzi! 'na guerra a volte!).
Per il resto si sta impegnando molto con il linguaggio, ripetendo le paroline che le vengono male (la maggior parte...però è buffo come, nonostante la parolina di per se non si capisca, riesca a rendere l'idea con l'intonazione della frase) e costruendo le prime frasi con soggetto+verbo+complemento oggetto.
Adora la musica ed i puzzle, soprattutto quelli digitali delle App del telefono di mamma.
Spesso è prepotente con la sorella, impedendole di fare qualcosa, tipo cantare o ballare, mettendosi a strillare come un'aquila fino a che l'altra non smette.
Riescono a fare dei duetti anche di mezz'ora su cose assurde tipo :
lei "Cantae NO" (cantare no) la sorella :"Cantare SI'" "cantae No" "Cantare SI'" "Cantae NO" "Cantare SI'" fino alla tramutazione della mamma in Erode con urlo di Tarzan annesso.
Fortunatamente rimane sempre affettuosa e dolcissima, nonostante sia una bella furbetta, ed anche abbastanza ubbidiente.
Conferma l'attitudine ad essere una bambina molto curiosa e vivace, soprattutto quando viene portata in giro: che sia cinema, teatro, museo , parco archeologico o qualche visita guidata, riesce ad interessarsi a ciò che le viene proposto senza sforzo e ciò rende gradevole portarla a spasso tra le meraviglie italiane.
E per ora questo è quanto!
:-)
 
Qui i volumi precedenti:
 
Vol.1  

domenica 10 novembre 2013

La Sirenetta F.S. e il Baby Nuoto


Mami Compulsiva e la Microba a mollo in piscina
 
 
 
E insomma, come anticipato dalla foto di ieri, finalmente dopo tanti imprevisti, la nostra Sirenetta F.S. (fuori standard) è riuscita ad iniziare il Baby Nuoto.
Evviva!
Già quest'estate aveva avuto modo di sfogarsi liberamente al mare, in piscina e al lago.
In acqua aveva preso molta confidenza fino a fare i primi passetti in assoluta autonomia proprio in piscina, sostenuta dall'acqua ed in assenza di peso, vi ricordate il video?
Però insomma, un conto è sguazzare liberamente, che va benissimo per i più piccoletti, un conto è introdurre Nina al nuoto, oramai a 2 anni e 4 mesi siamo già quasi in ritardo!
E lei, memore della confidenza presa quest'estate, si è mostrata subito a suo agio nella nuova situazione.
Un po' perché conosce già la piscina (da 2 anni ormai guarda la sorella dagli spalti, causa sfighe mediche) un po' perché le piace l'acqua, si è calata subito nel ruolo, mettendo la testa sotto, ridendo dopo i tuffi, facendo addirittura le bolle con la bocca a pelo d'acqua ed incazzandosi come un puma al momento di uscire... :-D
Insomma, una partenza a tutto sprint!
Speriamo che la sua salute ci consenta di essere costanti, perché di sicuro l'acqua farà un gran bene allo sviluppo della motricità, alla sicurezza nei movimenti e soprattutto alla cotonatura spaziale del suo ciuffo ribelle.
:-)


sabato 9 novembre 2013

La Sirenetta ... fuori standard :-)

Oggi è stato un grande giorno!
Finalmente la Microba ha iniziato il Baby Nuoto, dopo l'unica prova a giugno dell'anno scorso.
Dell'oretta in acqua vi racconterò con più calma, ora beccatevi Faccetta Buffa in versione Sirenetta (fuori standard, ovviamente!)
:-)


 

mercoledì 2 ottobre 2013

Resta di stucco...c'è il barbatrucco !!!!

Oramai il ghiaccio è rotto: l'equilibrio di Nina migliora giorno per giorno così come sicurezza e...velocità :-)

Ecco le nuove prodezze della Microba :



Ma non è tutta farina del nostro sacco, c'è il barbatrucco:
le scarpine ortopediche con una base larga così che manco un palombaro !!!!
Impossibile vacillare (sarei molto interessata ad una versione con tacco x mamme....esiste? ih ih ih )


e all'interno i tutori rigidi per le caviglie, con plantarino anatomico fatto su misura, che se no i malleoli si spatasciano a terra e le dita dei piedi si accavallano tutte:

 
La camminata è un po' alla Frankenstein, ma per ora ci accontentiamo, anzi...in verità devo riprendermi, che non ci credo ancora a vedere la Microba in versione bipede :-)

martedì 17 settembre 2013

Risate furbette - video

Per la serie "le frustrazioni di una mamma":

Nina accenna ad una breve camminatina senza appoggi; ovviamente appena preso il telefono per farle un video, col cavolo che lo rifà!
E ride come una pazza della sua furbizia...te possino!
:-D

p.s.: da notare il pannolino strapieno che arriva a metà gamba, eh eh eh !





Questo video è dedicato a Fausta che era curiosa di sentire la risatina Microbica <3