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sabato 17 dicembre 2011

Fisioterapia, ETC e dintorni

Da lunedì scorso Nina ha iniziato il percorso riabilitativo "istituzionale" presso un centro di fisioterapia, scelto sia per la vicinanza a casa, sia perchè è una struttura seria che si occupa a tutto campo di disabilità, dai servizi ambulatoriali ai progetti di alloggio assistito.
Il nostro programma prevede una seduta di fisioterapia "classica" al giorno, per 5 giorni la settimana.
Per motivi organizzativi nostri, il venerdì per ora non possiamo: quindi rimangono 4 ore.
L'approccio con A., la sua fisioterapista, è stato buono: ci è sembrata una persona dolce e pacata.
L'ha presa in braccio, le ha fatto vedere qualche giochino da seguire con lo sguardo, niente di particolarmente stressante.
Nina si è mostrata interessata ed incuriosita, fino al momento in cui è stata messa sdraiata a pancia sotto.
E' una posizione che lei non tollera assolutamente, nemmeno a casa, nemmeno in braccio. Non abbiamo idea di quale possa essere il motivo : o la punta del sondino le da fastidio allo stomaco oppure semplicemente non le piace e si sente a disagio.
Fatto sta che ha iniziato come previsto a piangere e da lì è entrata in un vicolo cieco.
Martedì, mercoledì e giovedì ha pianto tutto il tempo, pugni sulle tempie ed occhi chiusi, inconsolabile.
Nemmeno il suo amato bimbo della confezione di Pampers ha sortito alcun effetto.
Non è stato possibile fare nessun tipo di esercizio: non appena la avviciniamo al tappetone, inizia a piangere. Abbiamo provato anche a metterla seduta tra dei cuscinoni, cosa che la diverte parecchio, ma il pianto disperato non è cessato.
A. dice che è normale, che prima o dopo tutti passano da questa fase, certo è un po' prestino.
Dispiace enormemente vederla così, lei che invece è solare, curiosa e "aperta" alle persone nuove.
L'idea che mi sono fatta io (mamma) è che il camice verde della fisioterapista giochi un ruolo non indifferente, data la storia presente e passata di Nina, tra Terapia Intensiva, ricoveri, esami, prelievi etc.
Se lunedì la reazione dovesse essere sempre così negativa, voglio provare a chiedere alla fisioterapista se si mette una t-shirt "normale"...
Perchè a parte il camice ed il metterla a pancia in giù, non vedo altri elementi negativi: la stanza è accogliente, luminosa, piena di giocattoli, la temperatura è calda; le richieste non sono state al di fuori della portata di Nina, niente di faticoso o mai fatto anche a casa.
La piccola paracula, ad ogni ritorno a casa, ha gorgheggiato contenta nel suo ovetto...

Reazioni totalmente diverse invece durante le sedute di ETC (Esercizio Terapeutico Conoscitivo, di cui ho già parlato qui ) riassumibili con questa immagine:


Certo, anche qui non sempre riesce a reggere tutta l'ora prima di diventare insofferente per il sonno, ma non ha mai avuto queste reazioni esagerate...che sia semplicemente una piccola snob che non apprezza la sanità pubblica (sebbene convenzionata)?
Ah ah ah

3 commenti:

  1. Fabiana Terapista17 dicembre 2011 22:26

    A TE sembrano richieste "non fuori della sua portata", ma nell'esercizio è compresa la MODALITA' con cui questo è presentato e cioè:
    - che tipo di sussidio viene usato
    - qual è la richiesta
    - dove è posto il sussidio
    - COME E' MESSO IL BAMBINO

    ...se uno di questi è sbagliato, l'esercizio è sbagliato. Quindi, come sempre, ha ragione Nina. Probabilmente ha capito più lei della terapista? ;)

    ps. nel nostro approccio i bambini non si mettono praticamente MAI a pancia in sotto, ci sarà un motivo o no? :)

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  2. ma che bella questa foto!!! sembra esserci un gran feeling! Un bacio alla splendida Batuffolina.
    Paola (mamma di Valerio e Matteo)

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  3. Beh anche nella mia esperienza Renato ha sempre avuto le antenne riconoscendo chi poteva aiutarlo meglio...secondo me i bambini con esigenze particolari hanno una sensibilità straordinaria, un pò come se attivassero canali di comunicazione che noi non usiamo. Nel nostro caso poi ha sempre avuto ragione lui!
    Eleonora

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