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martedì 20 marzo 2012

Cose che fanno male


No, non è un post sul cioccolato fondente che ingurgito bulimicamente la sera...

Nonostante io sia la Regina dei Cinici e cerchi di guardare il nostro viaggio con Nina un po' dall'esterno ridendoci anche su, ovviamente ogni tanto ci sono dei momenti un po' di merda così.
Dei momenti in cui mi fermo e vedo la montagna di cose che dobbiamo o dovremmo fare, le difficoltà oggettive che affrontiamo tutti i giorni, la luce in fondo al tunnel che a volte si trasforma in lumino tremolante e mi fa sentire scoraggiata, senza forze ed in balia degli eventi.
Non è facile mantenere saldamente la rotta tra tutti gli scogli che incontriamo e spesso, lo ammetto, navigo a vista.

In questo periodo la mia preoccupazione principale riguarda l'alimentazione: la Microba è regredita parecchio dopo l'ultimo ricovero, il reflusso gastro-esofageo si è riacutizzato alla grande producendo degli idrogetti che manco nel film de l'Esorcista, la suzione risulta appossimativa ed inefficace, la deglutizione difficoltosa e noi, dopo lo spavento per la polmonite ab ingestis (ossia da inalazione di latte) non insistiamo più di tanto con il biberon. Insomma, un casino.
Il mese prossimo Nina verrà operata e le metteranno una valvolina allo stomaco (gastrostomia o PEG) per alimentarla direttamente da lì.
Non è esattamente quello che speravo e che mi sarei aspettata, mi sembra una sconfitta e non voglio rassegnarmi come vorrebbero che facessi i gastroenterologi che la stanno seguendo.
Insomma, psicologicamente 'sta cosa mi turba parecchio.

Domenica scorsa, dopo il concertino di cui vi ho parlato qui, faccio un salto al bar per scaldare il biberon, torno in libreria e mi siedo su un bel divanone chesterfield apprestandomi a sondare il latte alla Microba mentre aspetto Papà Velcro e la Piccola Hooligan impegnati con la musica per i bimbi più grandicelli.
All'altro capo del divano, un metro più in là, c'è un'altra mamma con un bimbo nel passeggino.
Dalle dimensioni del pupo, valuto che più o meno sia coetaneo di Nina.
La mamma gli sta dando un omogenizzato.
Io tiro fuori il siringone da 60 ml, lo attacco alla valvola del sondino naso-gastrico, apro il biberon e verso il latte nel siringone, reggendolo poi stile statua della libertà, in modo che il liquido scorra un po' più velocemente.
Nel frattempo, per ammazzare il tempo, osservo la scena che si svolge in fondo al divano e mi si stringe un po' il cuore ok, non prendiamoci in giro: mi viene da piangere a fontanella.
Non per invidia, ma perchè penso che questo momento per noi è lontano anni luce e nessuno sa dirci se e quando sarà possibile che la Microba si alimenti via bocca senza che si strangoli deglutendo un atomo di frutta.
Ricaccio il magone e chiedo alla mamma quanti mesi ha il pupo ed infatti ci avevo azzeccato, 8 mesi come Nina. Sorrido commentando il fatto che hanno entrambi il ciuffo imbizzarrito.
Mentre scambiamo queste parole, il bimbo inizia a non volerne più sapere della merenda, sputazzando in giro e sottraendosi al cucchiaino con tutte le sue forze.
La mamma, con un tatto veramente amabile che ne fa di diritto la candidata favorita al Nobel per la Psicologia 2012, fa:
"Eeeeh, che faticaaaa, a questa età è un delirio dargli da mangiare...poi verso l'anno si normalizzano".
PATAPIM rumore della testata, la mamma scivola sotto il chesterfield dove verrà trovata solo al prossimo trasloco
...
Il groppo da un chilo che ho in gola mi fa sibilare solo un "IMMAGINO!".
E poi mi dissocio da 'sta cretina prima di metterle le mani addosso.
'A bbella, ma hai visto cosa sto facendo o pensi che sia la versione 2.0 del Gioca Jouer ???
TattatarattattaTattatarattattaTtttataa.... SONDARE !!!!
Vuoi fare a cambio ?
O mi giuri che da questo momento in poi farai sempre un controllino per verificare che il tuo cervello sia collegato prima di aprir bocca?

Quando l'ho raccontato alla Zia Dany, mi ha detto di metterlo nei "Siparietti" ma invece no, scusate, l'idiozia non mi fa ridere proprio per niente.

Ecco, mi sono tolta il sassolino dalla scarpa.
Poi domani si ride, eh! ;-)

12 commenti:

  1. l'ironia è una grande arma, ma come tutte le le armi ogni tanto va ricaricata e quando una scena simile ti coglie mentre sei intenta a ripreparare la tua dose giornaliera di ironia-salva-cuore-e-vita si rimane spiazzati e alla mercè del nemico.
    Zia Dany ha ragione, sarebbe una situazione da siparietto, ma il siparietto non sempre si apre.
    Come lettrice cerco di seguire un po' la tua onda, non mi va di fare la seria quando sei in vena ironica, nè di sdrammatizzare quando è un nomento no.
    Una virtuale pacca sulla spalla è quello che posso darti questa mattina. Forza super-mamma!

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  2. Cara Cristina, hai colto esattamente il punto. Fosse stata un'altra giornata, mi sarei alzata ed avrei proposto il cambio, ma non per fare la saccente o l'arrogante o peggio ancora la vittima. La mamma si sarebbe fatta una ventina di minuti di "sondaggio" di punizione, ricordandosi la prossima volta di non aprire bocca se si hanno solo cazzate da dire. Io ci avrei riso su. E questo post sarebbe finito nei "siparietti" ;-)

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  3. Nessun giorno è uguale all'altro, ma tu - come ti ho detto pochi giorni fa - sei davvero "madre dentro" e viaggiare con voi (più spesso solo accanto a voi)è un'opportunità unica ( anche se ne avremmo fatto a meno - lo so ). Mi dispiace che quella signora non l'abbia colta al volo, questa opportunità.
    Un pacca anche dalla zia Dany

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  4. Spesso la gente non si rende conto di quale dono sia la maternità e soprattutto avere un figlio sano che cresce bene ed è sereno. Si da tutto per scontato e ci si lamenta pure se il bimbo si comporta semplicemente da bimbo. A certa gente, che non si rende conto della fortuna che ha, andrebbe fatto fare un bel giro in un reparto pediatrico e vedere quanto amore i genitori sanno dare a quel figlio un po piu fragile e un po speciale, che chiede solo di essere un bambino come gli altri e di poter crescere. Sei una mamma fortissima, meno male che ci sei!Baci alla piccola spruzzatrice, Kia

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  5. Seguo da poco questo blog e fin da subito ho provato grande ammirazione per lo spirito con cui racconti, ed affronti, tutto questo. Sei troooppo forte; qualche momento di cedimento e di debolezza non solo è concesso, ma direi doveroso, altrimenti saresti un alieno, non un essere umano, con tutti i suoi sentimenti.
    Continua così!
    Un abbraccio

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  6. un abbraccio forte forte

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  7. ti leggo sempre e ammiro tanto te e la tua incredibile famiglia.
    State facendo vivere alla vostra piccola la miglior qualità della vita possibile, nella cornice limitante che questa stramaledetta patologia le impone, con una tenacia, una sensibiltà e un'intelligenza che a parole non si può descrivere.
    Ti stimo davvero molto pur non conoscendoti di persona, anche e soprattutto quando ti mostri nella tua fragilità di mamma. Un abbraccio sincero, Valentina

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  8. Cara Mamma, con la "emme maiuscola", ti posso solo mandare un abbraccio immenso. Non sono mamma e quasi sicuramente non lo diverrò....ma credo che per tua Figlia, con la "effe maiuscola", tu stia facendo il meglio. Ci sono giorni in cui tutto va storto, ma ce ne saranno molti in cui questi saranno solo "brutti ricordi". Purtroppo la stupidità delle persone non ha limite. A volte basta un silenzio che non una sola parola detta fuori luogo. Vi sono vicina con tutto il cuore. Anna

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  9. Simona e Paco22 marzo 2012 18:29

    Isabella, mamma meravigliosa, dato che ti sei tolta il sassolino dalla scarpa, glielo potevi dare anche in testa,purtroppo esiste anche questa gente,un saluto affettuoso a te e, mi raccomndo dai un bacione grande grande a NINA.

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  10. L'ignoranza è sempre più diffusa...abbraccio te e la piccola!

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    1. È verissimo!
      Patrizia

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  11. THURSDAY 20TH MARCH: “Everybody hurts, sometimes”
    No, I’m not speaking about the song by R.E.M., nor about my tummy after my usual evening burst of dark chocolate.
    Normally, I’m the Queen of Cynicism and I am successful at looking to our Voyage with Nina in a detached and even humorous way. Sometimes though, things look really crappy ...er, a bit heartbreaking. These are times when I suddenly realize the extent of what the future ahead bears for us; I see the reality of the difficulties that we face every single day, the light at the end of the tunnel that turns into a tiny feeble blur, and all of a sudden I feel truly hopeless, at the mercy of a pitiless fate.
    It isn’t easy to steer your course amongst all the obstacles, and I have to admit that sometimes I can barely hold on.
    Nowadays my main concern is Nina’s feeding: she’s stepped backwards after the last hospitalization. The gastro esophageal reflux has worsened producing terrible jet-sprouts of milk. Her suction skills are approximate and inefficient; swallowing is very difficult and we tend not to insist too much with the bib after the scary episode of pneumonia due to milk inhalation. In other words, it’s a big mess.
    Next month Nina will undergo surgery to have installed a valve directly at her belly to get her feeding from there. It isn’t exactly what I was dreaming of, it looks like a defeat and I can’t really cope with the idea, as the doctors expect me to do. This “solution” simply upsets me.
    Last Sunday, after a concert, I went to the bar to warm up the bib, moved to the library and sat down on a very stylish chesterfield couch. It was time to feed Nina, while Velcro Daddy and Little Hooligan were enjoying the second part of the concert.
    At the other end of the couch, a meter away from me and Nina, there was another mum with a baby in his stroller. From his size I thought he’s more or less Nina’s age. Her mum is giving him some baby food with a spoon. I take out the 60ml mega-syringe; attach it to the valve of the nasal-gastric feeding tube, open the bib and start pouring the milk into the syringe, standing there with an arm upwards like the Statue of Liberty to get the milk go down faster.
    To kill some time, I look at the scene at the end of the couch. I sort of felt a pang in my heart, ok, no understatements: I just wanted to burst into tears. It isn’t about envy. It is just that I know that a sight like that for us is out of the question right now, and nobody knows when and if Nina will be able to eat normally via her mouth without getting strangled by an atom of fruit. I fight back the tears and, unabashedly, ask the mum how old the kid is. I was right; he’s 8 months old like Nina. I smile chatting leisurely away about both kids’ crazy forelocks. At a point the baby starts making a fuss refusing to eat anymore, spitting away whatever was left of his food and stubbornly rejecting another spoonful of his Gerber, or whatever it was.
    His mother, a veritable candidate for the next Nobel Prize for Psychology, looks at me and says with an amiable smile: “What a struggle! At this age babies are really difficult to feed… only when they are a year old at least they eventually get normal eating habits”.
    KABOOM! (sound of my headbutt – the mum slides under the couch, where she will be found only by the next general cleaning) …
    The giant-sized lump in my throat only allows me to timidly answer: “I CAN IMAGINE”… Then I quickly steer away from this idiot, lest I start physically attacking her. “For heaven’s sake, can’t you SEE what I’m doing right now or you think this is the 2.0 version of a children’s TV programme??! Would you like to make an exchange? Can you please swear that from now on you will do your best to check whether your brain is turned on before you open your mouth??”
    When I told Auntie Dany the story, she suggested I include the episode in the “Funny Anecdotes” section. No, sorry, plain stupidity doesn’t make me laugh at all.
    So there you go, I can say I sort of feel better now .
    (No worries, tomorrow we’ll be back to humour)

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