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venerdì 5 febbraio 2016
In vista del Carnevale...
giovedì 18 giugno 2015
Il granuloma di Ippocrate
Gli approfondimenti fatti o non fatti a seconda di come gira.
Recentemente una mia cara amica, mamma per la terza volta (quindi non parliamo di una donna inesperta nella gestione del bebè) ed abbastanza "peperina" e sveglia per farsi venire dei sacrosanti dubbi, mi ha fatto vedere l'ombelico del suo piccolo di pochi giorni.
Durante la visita di routine per la medicazione, l'ostetrica ed il medico avevano rilevato la presenza di un granuloma (il tessuto di granulazione si forma naturalmente in risposta ad una ferita o all'inserimento di un catetere o sondino).
Eccolo: qui in foto un granuloma di Nina, quel "ciccetto" di carne formatosi attorno al tubicino della PEG:
Siccome la mia amica segue costantemente le vicende di Nina, sapeva esattamente di cosa si stava parlando ed ha chiesto se per eliminarlo fossero necessarie le cosiddette "toccature di argento", ossia con un bastoncino di nitrato di argento si necrotizza il tessuto vivo (affidarsi solo ed unicamente a mani molto esperte: le bruciature causate dal nitrato possono lasciare spiacevoli e vistosi segni sulla cute sana).
Ecco qui come si presenta il granuloma dopo le toccature: la carne si necrotizza diventando grigia e seccandosi con il passare dei giorni per poi staccarsi come una crosta.
Anche se per molti medici ed infermieri è un'operazione di routine che si fa ambulatoriamente, secondo la mia esperienza e quella di altri bimbi conosciuti nei vari ricoveri, non è proprio una passeggiata di salute. Il rischio di bruciacchiare anche la pelle attorno è alta (a Nina è successo ed in ricordo ha una cicatrice), soprattutto nei bambini che si muovono molto.
Le infezioni pure.
I bimbi si agitano, piangono: probabilmente è una pratica dolorosa, nonostante gli operatori giurino di no.
Insomma, si trovasse un altro metodo meno "cruento" sarebbe anche meglio.
Alla mia amica hanno risposto, guardandola come se fosse una pazza:
"Ma no, signora! Questo granuloma è troppo grosso, dobbiamo escinderlo chirurgicamente!"
= OPERARE !!!!!
Operare un bambino di pochi giorni?
Anestesia? Sedazione? Bisturi sull'ombelico?
ANSIA! PREOCCUPAZIONE!
Anche un po' di PANICO!
Qualche granuloma fa, dopo varie toccature di nitrato d'argento, antibiotici di tutti i tipi, rimedi della nonna e formule magiche tutti inefficaci, fortunatamente ci siamo imbattuti in un chirurgo gastrico che ci ha consigliato di provare a mettere un po' di pomata e vedere come andava.
La crema in questione non era un'azzardata sperimentazione, ne' tantomeno una pozione segreta, ma del semplicissimo Gentalyn Beta (Gentamicina + Betametasone; noi utilizziamo il generico che ha la stessa composizione) che, nel giro di poche applicazioni, riduce e, nel caso di Nina, risolve completamente il granuloma.
L'ho ovviamente suggerito alla mamma preoccupata: nell'attesa di un'ulteriore visita di controllo per decidere i dettagli dell'intervento mi ha detto che ci avrebbe provato.
Beh, indovinate un po': dopo poco più di 24 ore e solo 2 o 3 applicazioni, il granuloma è guarito.
Da un lato ovviamente mi fa piacere che la mia amica ed il suo piccolo abbiano risolto in modo così veloce, economico ed indolore, dall'altro mi monta addosso un'incazzatura incredibile.
Fermo restando che ovviamente quello che può essere risolutivo per un bambino può non esserlo per un altro, un'ostetrica, un infermiere, un medico NON POSSONO NON CONOSCERE metodi alternativi all'intervento chirurgico.
Non possono NON PROPORRE O PROVARE qualcosa che non sia la medicalizzazione spinta, il ricovero, l'operazione, soprattutto se non c'è necessità.
Non stavamo parlando di un'operazione a cuore aperto, ma di un banalissimo granuloma.
Consigliare una semplice pomata da banco non avrebbe apportato nessun beneficio economico all'ospedale, un bel ricovero di un paio di giorni per un neonato probabilmente sì.
Nel frattempo Ippocrate fa la break dance nella tomba.
Che amarezza....
domenica 22 marzo 2015
Biscotti integrali al miele facilissimi
Ingredienti:
- 300 gr. di farina integrale
- 100 gr. di zucchero di canna
- 80 ml d’olio di girasole
- 50 ml di latte
- 25 gr. di miele
- 1 uovo
- 1 bustina di lievito per dolci
Procedimento:
Mettere la farina in una ciotola, fare un avvallamento al centro ed aggiungere l’uovo iniziando ad impastare con le mani.
Aggiungere il lievito setacciandolo in un colino per non formare grumi, lo zucchero di canna e mescolare bene aggiungendo man mano il miele.
L'impasto assumerà una consistenza a briciole.
Aggiungere prima l’olio e dopo il latte.
Amalgamare bene con le mani fino ad ottenere una palla liscia ed omogenea.
Ritagliare i biscotti con una sagoma, un bicchiere o con le apposite formine.
Sistemare i biscotti (un po' distanziati tra loro) in una teglia o sulla placca rivestita con carta da forno e cuocere in forno caldo a 180° per 15 minuti circa. Controllare ogni tanto a seconda dello spessore dei biscotti ed in caso girarli facendo attenzione a non romperli.
martedì 10 febbraio 2015
Mai regalo poteva cadere più a fagiuolo, come si suol dire!
sabato 13 dicembre 2014
Santa Lucia 2014
lunedì 30 giugno 2014
Trappola per zanzare fai-da-te ecologica ed economica
Poi ho pensato "Quale miglior momento di questi lunghissimi giorni bloccata in casa con le gnome febbricitanti?"
E siccome le realizzazione è alla loro portata, ho raccattato l'occorrente e via:
Occorrente:
Una bottiglia di plastica
4 cucchiai di zucchero
250ml di acqua calda
un cubetto di lievito di birra
forbici
cucchiaio
2 simpatiche aiutanti malaticce
mercoledì 14 maggio 2014
Parco giochi inclusivo: la nostra esperienza
Vediamolo un po' nel dettaglio, con la speranza che le mie riflessioni possano essere utili o di spunto per la creazione di nuove aree simili:
lunedì 12 maggio 2014
il Parco giochi inclusivo: anche i bimbi "fuori standard" vogliono giocare!!!
Come deve essere un parco giochi per bambini?
...
Ok, lo ammetto, meno di zero.
Da quando è arrivata la Piccola Hooligan, ovviamente ci presto più attenzione, essendo l'area giochi il miglior alleato delle mamme, dove i piccoli unni si scatenano senza rompere alcunché in casa, sfinendosi a puntino in quel girone infernale costituito da quel paio di ore tra l'asilo e il momento della cena.
Nonostante il ritardo motorio, Nina è sempre stata più o meno in grado di utilizzare quasi tutti i giochi, ma un bambino in carrozzina?
Ma di cosa parliamo?
Che ne dite?
Facciamo conoscere a più gente possibile la possibilità di avere dei giochi inclusivi nei nostri giardinetti, affinchè TUTTI i bambini possano giocare?
Dai, so che siete splendidi e condividerete la pagina FB di Claudia e Raffaella ovunque.
Anzi, se qualcuno di voi Amici di Nina abitasse per caso in uno di questi Comuni dove è stato realizzato un parco inclusivo, magari può fare qualche foto da mandare alle nostre due super-mamme! :-)
















































