EHI !!!

Ho una tonnellata di bavaglini...ma se ti va di regalarmene un altro, metti l'importo corrispondente qui, lo tramuteremo in ore di fisioterapia, protesi e/o attrezzature speciali:




UBI BANCA S.P.A. Filiale di Brescia – Via Trento 25

IBAN: IT05G0311111270000000014735


BIC: BCABIT21

INTESTATO A: Isabella Moreschi (mamma di Nina)

CAUSALE: Donazione per Nina

Non scordarti di mettere il tuo recapito o di mandarci una e-mail in modo da poterti ringraziare!


per informazioni: inviaggioconnina@gmail.com


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venerdì 5 febbraio 2016

In vista del Carnevale...

...ed aspettando la tanto agognata guarigione, si preparano i costumi per la festa di martedì, rigorosamente fai da te ;-)


..cartapesta...



...DAS...


...ed infine si colora! :-)

giovedì 18 giugno 2015

Il granuloma di Ippocrate

ATTENZIONE: questo post contiene immagini che potrebbero urtare la sensibilità di qualcuno.


Non è come avere a che fare con la sanità pubblica che si scoprono le mille pecche del sistema.
Oramai, dopo quasi quattro anni, non mi stupisco più di nulla anche se ci rimango ogni volta molto male.
Soprattutto se oltre alle falle della sanità si sommano l'incuria, la superficialità e la malafede di chi, invece, ha fatto un giuramento quando ha deciso di intraprendere come missione e professione quella di aiutare gli altri.
Purtroppo in questi anni sono stata svezzata al peggio ed ho capito alcuni inquietanti meccanismi messi in atto negli ospedali: noi pazienti "fuori standard"siamo spesso solo una fonte di guadagno, data la complessità delle nostre patologie, quindi veniamo letteralmente usati, i nostri ricoveri gestiti e prolungati a piacimento, probabilmente seguendo logiche commerciali (!).
Gli approfondimenti fatti o non fatti a seconda di come gira. 
Ma non volevo parlare di questo oggi, volevo parlare del fatto che mi sono accorta di quanto anche i pazienti "standard" ultimamente siano "a rischio", ormai entrati nel mirino di personale senza scrupoli o impreparati nella migliore delle ipotesi.

Recentemente una mia cara amica, mamma per la terza volta (quindi non parliamo di una donna inesperta nella gestione del bebè) ed abbastanza "peperina" e sveglia per farsi venire dei sacrosanti dubbi, mi ha fatto vedere l'ombelico del suo piccolo di pochi giorni.
Durante la visita di routine per la medicazione, l'ostetrica ed il medico avevano rilevato la presenza di un granuloma (il tessuto di granulazione si forma naturalmente in risposta ad una ferita o all'inserimento di un catetere o sondino).
Eccolo: qui in foto un granuloma di Nina, quel "ciccetto" di carne formatosi attorno al tubicino della PEG:





Siccome la mia amica segue costantemente le vicende di Nina, sapeva esattamente di cosa si stava parlando ed ha chiesto se per eliminarlo fossero necessarie le cosiddette "toccature di argento", ossia con un bastoncino di nitrato di argento si necrotizza il tessuto vivo (affidarsi solo ed unicamente a mani molto esperte: le bruciature causate dal nitrato possono lasciare spiacevoli e vistosi segni sulla cute sana).
Ecco qui come si presenta il granuloma dopo le toccature: la carne si necrotizza diventando grigia e seccandosi con il passare dei giorni per poi staccarsi come una crosta.



Anche se per molti medici ed infermieri è un'operazione di routine che si fa ambulatoriamente, secondo la mia esperienza e quella di altri bimbi conosciuti nei vari ricoveri, non è proprio una passeggiata di salute. Il rischio di bruciacchiare anche la pelle attorno è alta (a Nina è successo ed in ricordo ha una cicatrice), soprattutto nei bambini che si muovono molto.
Le infezioni pure.
I bimbi si agitano, piangono: probabilmente è una pratica dolorosa, nonostante gli operatori giurino di no.
Insomma, si trovasse un altro metodo meno "cruento" sarebbe anche meglio.
Alla mia amica hanno risposto, guardandola come se fosse una pazza:
"Ma no, signora! Questo granuloma è troppo grosso, dobbiamo escinderlo chirurgicamente!"
= OPERARE !!!!!

Operare un bambino di pochi giorni?
Anestesia? Sedazione? Bisturi sull'ombelico?
ANSIA! PREOCCUPAZIONE!
Anche un po' di PANICO!

Qualche granuloma fa, dopo varie toccature di nitrato d'argento, antibiotici di tutti i tipi, rimedi della nonna e formule magiche tutti inefficaci, fortunatamente ci siamo imbattuti in un chirurgo gastrico che ci ha consigliato di provare a mettere un po' di pomata e vedere come andava.
La crema in questione non era un'azzardata sperimentazione, ne' tantomeno una pozione segreta, ma del semplicissimo Gentalyn Beta (Gentamicina + Betametasone; noi utilizziamo il generico che ha la stessa composizione) che, nel giro di poche applicazioni, riduce e, nel caso di Nina, risolve completamente il granuloma.

L'ho ovviamente suggerito alla mamma preoccupata: nell'attesa di un'ulteriore visita di controllo per decidere i dettagli dell'intervento mi ha detto che ci avrebbe provato.
Beh, indovinate un po': dopo poco più di 24 ore e solo 2 o 3 applicazioni, il granuloma è guarito.

Da un lato ovviamente mi fa piacere che la mia amica ed il suo piccolo abbiano risolto in modo così veloce, economico ed indolore, dall'altro mi monta addosso un'incazzatura incredibile.
Fermo restando che ovviamente quello che può essere risolutivo per un bambino può non esserlo per un altro, un'ostetrica, un infermiere, un medico NON POSSONO NON CONOSCERE metodi alternativi all'intervento chirurgico.
Non possono NON PROPORRE O PROVARE qualcosa che non sia la medicalizzazione spinta, il ricovero, l'operazione, soprattutto se non c'è necessità. 
Non stavamo parlando di un'operazione a cuore aperto, ma di un banalissimo granuloma. 

Consigliare una semplice pomata da banco non avrebbe apportato nessun beneficio economico all'ospedale, un bel ricovero di un paio di giorni per un neonato probabilmente sì.
Nel frattempo Ippocrate fa la break dance nella tomba.
Che amarezza....




Granuloma di Nina guarito (niente più "ciccetto" attorno al tubicino della PEG)

domenica 22 marzo 2015

Biscotti integrali al miele facilissimi



Ingredienti:

  • 300 gr. di farina integrale
  • 100 gr. di zucchero di canna
  • 80 ml d’olio di girasole
  • 50 ml di latte
  • 25 gr. di miele 
  • 1 uovo
  • 1 bustina di lievito per dolci


Procedimento:

Mettere la farina in una ciotola, fare un avvallamento al centro ed aggiungere l’uovo iniziando ad impastare con le mani.

Aggiungere il lievito setacciandolo in un colino per non formare grumi, lo zucchero di canna  e mescolare bene aggiungendo man mano il  miele.

L'impasto assumerà una consistenza a briciole.

Aggiungere prima l’olio e dopo il latte.

Amalgamare bene con le mani fino ad ottenere una palla liscia ed omogenea.



Spolverare di farina un ripiano e stendere l’impasto con il mattarello infarinato, fino ad ottenere un disco con spessore più o meno alto 3 mm.


Ritagliare i biscotti con una sagoma, un bicchiere o con le apposite formine.

Sistemare i biscotti (un po' distanziati tra loro) in una teglia o sulla placca rivestita con carta da forno e cuocere in forno caldo a 180° per 15 minuti circa. Controllare ogni tanto a seconda dello spessore dei biscotti ed in caso girarli facendo attenzione a non romperli.



Lasciarli raffreddare e...buon appetito! :-)

martedì 10 febbraio 2015

Mai regalo poteva cadere più a fagiuolo, come si suol dire!


Piccolo disclaimer: questo post NON E' UNA MARCHETTA.
Nel mio blog non troverete MAI recensioni "ad arte" come ormai è facile trovare ovunque in rete.
Questo è un post di ringraziamento in primis, ma dato che i prodotti sono meravigliosi, voglio farveli conoscere! Adatti a tutti, grandi e piccini, "fuori standard" e non ;-)

Qualche giorno fa ho ricevuto una mail da un simpatico quanto gentilissimo signore, Sauro, che ha un'azienda, "I Carlosauri", che produce giocattoli in legno ed aveva piacere di fare un regalo a Nina.
Nel giro di poche ore mi è arrivato un pacco con ben 4 giochi meravigliosi!!!!

Innanzitutto sono in legno, prodotti in Italia: la qualità dei materiali è veramente eccezionale.
In più sono giochi educativi, pedagogici, mirano a stimolare fantasia, attenzione, senso dell'equilibrio, memoria, sviluppo della strategia...

Tra l'altro mai regalo poteva cadere più a fagiuolo, come si suol dire :-)
In questa settimana di influenza e bronchiti varie, con entrambe le nane chiuse in cas 24 ore su 24, ci siamo cimentate con tutti e 4 i giochi, molto divertenti ed adatti ad entrambe le fasce di età, sia per Nina di 3 anni e mezzo sia per la sorella 6 anni.
Le partite sono veloci e dunque le bimbe non fanno a tempo ad annoiarsi, anzi!
Vediamoli nel dettaglio:

Il preferito di Nina è l' Amaca Mesozoica: una specie di barchetta appesa a due fili su cui bisogna disporre a turno delle pedine cercando di mantenerla in equilibrio; perde chi fa ribaltare la cosiddetta amaca con tutte le pedine.



Alle prese con l'Amaca Mesozoica

Il preferito della Piccola Hooligan invece è il memo dei numeri.
10 pedine con i numeri da 1 a 10: a turno bisogna scoprirle cercando i numeri in sequenza.
Ad ogni errore bisogna ricoprirle e ricominciare da capo, a turno. E' il suo preferito perché vince sempre, un po' grazie ad un' ottima memoria ma un po' anche grazie ad un gran c... diciamolo pure! :-D





Un simpatico memo di numeri

Non poteva mancare il mitico rompicapo cinese Tangram, con il quale cimentarsi ad eseguire figure già codificate o sbizzarrirsi creandone di nuove utilizzando i 7 pezzi di legno colorato.

Simpaticissimo anche il Quadrisaurus: un gioco su una scacchiera che consiste nel cercare di creare un quadrato con 4 pedine (questo è piaciuto molto alla mamma)



Un grande classico: il Tangram ed il Quadrisaurus, bel gioco di scacchiera.

Eccoli tutti insieme:



Purtroppo ho fatto un grave errore: ho scoperto la loro pagina Facebook ed ora...li voglio tutti !!!!!!!
Data l'esperienza positivissima, sicuramente terremo presenti i Carlosauri per i prossimi regali :-)
Un GRAZIE di cuore al Sig. Sauro !!!

sabato 13 dicembre 2014

Santa Lucia 2014



foto di rito con la Microba tutta contenta


Mantenere le tradizioni, al giorno d'oggi, diventa sempre più difficile, nell'era della globalizzazione e del conformismo sfrenato.
Da quando è nata la Piccola Hooligan, ho cercato di mantenere un piccolo aggancio alle nostre radici (io sono di Brescia e le piccole sono nate entrambe in un piccolo paese nell'entroterra del Lago di Garda) tramite la leggenda di Santa Lucia.
Come in altre città di Italia, anche a Brescia il 13 dicembre si festeggia l'arrivo della Santa che, nella notte a cavallo del 12 e 13, porta i doni ai bambini buoni (su richiesta inoltrata con la classica letterina...).
Niente di nuovo sotto il sole, direte voi, ma il contrastare lo strapotere di Babbo Natale sta diventando quasi impossibile, anche in famiglia...che si tratti del 13 dicembre o del 25, ad un adulto cosa cambia? boh!
La cosa mi intristisce parecchio, dato che al Nord oramai ci andiamo sempre più di rado (Ryanair, perché ci hai abbandonato?) e questa ragazzetta "fuori standard" (Santa Lucia è cieca) con il suo asinello mi sta mille volte più simpatica del ciccione rubizzo con slitta superaccessoriata..
Ma tant'è...almeno per quest'anno ce l'ho fatta, complici anche i super vicini di casa che nelle sere precedenti si sono appostati per suonare il campanellino che avvertiva le bimbe del passaggio della Santa.
Cosa che vorrei continuare anche durante l'anno, dato che aveva un effetto calmante immediato sugli animi scalmanati delle due gnome, eh eh eh!
E niente, questo post era per dare qualche info sui regali, che molti di voi mi avete chiesto dopo aver visto la foto su FB...
Le bimbe hanno richiesto due regali a testa : la Piccola Hooligan la chitarra (che invece per vari motivi arriverà al compleanno) ed uno yo-yo. Nina (che non era molto interessata) un dvd di Peppa Pig.
I nonni bresciani avevano commissionato a Santa Lucia la mitica cucinetta di Ikea.
A completamento, sono arrivate diverse sorprese, che ho accumulato nel tempo, frequentando un paio di posti molto proficui per quanto riguarda i giochi in legno e didattici.
In primis LIDL: spesso durante l'anno ci sono in offerta degli splendidi giochi in legno, puzzle e quant'altro, tenetelo sott'occhio. Qui ho acquistato tutti i complementi per la cucina: macchinetta per i toast, accessori vari (torta, taglieri, uova..), macchinetta del caffè a cialde...ogni set costava circa 7€, molto più abbordabili, rispetto alle alternative in negozi più blasonati.
E poi TIGER, che ho utilizzato soprattutto per il calendario dell'Avvento (di cui non ho ancora scritto, ooops) e dove ho acquistato gli scacchi per la Piccola Hooligan (set completo con la scatola di legno = 4 €). In questo periodo ci sono un sacco di idee educative niente male, ma avevo terminato il budget e soprattutto non mi andava di sommergere troppo le pupe di regali ;-)
I libri, di cui siamo molto appassionate, questa volta li ho trovati su una bancarella a 3€ l'uno, nuovi (fine serie? mah!) invece che i soliti 12/14 euro l'uno.
Insomma, risparmiare comprando giochi intelligenti e non le solite ciofeche tanto reclamizzate, si può! Anzi, oserei dire...SI DEVE!
Anche nel 2014... :-)


lunedì 30 giugno 2014

Trappola per zanzare fai-da-te ecologica ed economica

Stamattina un paio di amiche hanno condiviso un link con un video molto interessante in cui veniva mostrata la realizzazione di una trappola per zanzare fai-da-te, ecologica ed economica che mi sono ripromessa di rifare.
Poi ho pensato "Quale miglior momento di questi lunghissimi giorni bloccata in casa con le gnome febbricitanti?"
E siccome le realizzazione è alla loro portata, ho raccattato l'occorrente e via:


Occorrente:


Una bottiglia di plastica
4 cucchiai di zucchero
250ml di acqua calda
un cubetto di lievito di birra
forbici
cucchiaio
2 simpatiche aiutanti malaticce






Realizzazione:

Tagliare la bottiglia a 3/4



Versare 4 cucchiai di zucchero all'interno della bottiglia (2 la Piccola Hooligan e 2, per par condicio, la Microba)







Aggiungere l'acqua calda (attenzione con i bambini):


Mescolare bene con il cucchiaio fino a far sciogliere completamente lo zucchero:



Aprire il panetto di lievito...scazzarsi subito, urlare come un'indemoniata e poi farsi aiutare dalla sorella :-)
Metterci dentro il panetto di lievito SENZA MESCOLARE e chiudere la bottiglia utilizzando l'altro pezzo tagliato, senza tappo, incastrandolo al contrario:



Ed ecco la nostra trappola finita...speriamo che funzioni perché qui le zanzare sono così agguerrite che zampirone e spray non servono a granchè ...da notare che massacrano solo me :-(



mercoledì 14 maggio 2014

Parco giochi inclusivo: la nostra esperienza



L'altro giorno vi ho presentato la pagina FB di Claudia e Raffaella "Parchi con giochi accessibili a tutti i bambini" , nata per richiedere dei giochi inclusivi nei giardini del loro paese, Santarcangelo di Romagna, e diventata in soli due mesi la "Bibbia"di questo tipo di aree giochi attrezzate per TUTTI i bambini, con migliaia di fans.

Siccome il tema delle pari opportunità e dei diritti per tutti è molto caldo, ho deciso di riportare anche la nostra esperienza personale, nell'unico parco inclusivo che abbiamo frequentato.

Trattasi di un'area giochi nuovissima, appena inaugurata, creata in un grande cortile interno dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Palidoro (Roma) luogo che ospita anche un grande reparto di Neuro-riabilitazione infantile.
Quindi quale luogo migliore per sperimentare questa nuova generazione di giochi?

Vediamolo un po' nel dettaglio, con la speranza che le mie riflessioni possano essere utili o di spunto per la creazione di nuove aree simili:

Per accedervi si passa attraverso una normale porta con maniglione antipanico.
Una mamma con passeggino è già in difficolta, figuriamoci un bambino in carrozzina o su una seduta posturale con un genitore che lo spinge. Suggerirei una più "friendly" porta scorrevole automatica.

L'intera area di gioco è ricoperta da una pavimentazione di materiale gommoso antishock, molto gradevole, pulita ed anche fonoassorbente. I bambini possono giocare per terra senza problemi e l'accessibilità è pienamente garantita.

Il parco giochi è interamente all'aperto e, a parte una piccola parte pergolata con un paio di tavolinetti con sgabelli e panchine, è completamente scoperta.
Prevedo il suo abbandono ai primi caldi.

Tutti i giochi sono nuovi e pensati per l'utilizzo anche da parte di piccoli "fuori standard" o almeno...


Ci sono diversi pannelli tattili e sensoriali posti in verticale con dei giochi da fare (labirinto girevole, percorso con abbinamento di figure). Purtroppo non sempre il bambino seduto ci arriva con facilità. Nel secondo caso le rotelle verdi con le figure di animali si incastrano spesso e ci vuole la forza di un adulto per smuoverle. Inoltre in un punto (la chiocciola) la rotella cade in continuazione perché non c'è abbastanza spazio a termine corsa, causando un' enorme frustrazione nel bambino che ha completato il percorso in modo corretto e che vede i suoi sforzi vanificati.


A Nina è piaciuto particolarmente questo "tavolino" in cui i vari strati sono girevoli e bisogna o completare il puzzle di diversi animaletti (abbinando correttamente zampe, addome e musetto) oppure trovare le forme geometriche corrispondenti.
Simpatico ma...il primo disco è fisso e quindi si è costretti a cambiare posizione lungo i bordi del tavolino per accedere alle altre figure degli animaletti. Un po' scomodo. Si potrebbe ottimizzare semplicemente facendolo ruotare anch'esso.


Ma l'attrazione primaria è costituita da una specie di nave: da un lato due pedane consentono l'accesso con le carrozzine, dall'altro ci sono scalette ripide e scivolo.
La zona usufruibile al bimbo con le ruote è limitata, perché l'accesso allo scivolo è solo tramite gradini: questo mi ha lasciata un po' interdetta perché se hai fatto 30, fai anche 31, cazzarola!
Togli quei 3 gradini, inventati qualcosa, ma non puoi promettere una gustosa torta e poi sollevarla all'ultimo momento!


La zona che invece è accessibile alle carrozzine ha diversi "gadget": un telefono finto (scomparso dopo la prima settimana) un telescopio ed un binocolo che attirano molto l'attenzione dei piccoli.
Il telescopio ok....


Ma il binocolo... Non ci si arriva!
Mi chiedo: ma i progettisti...le provano queste cose prima di metterle in produzione o no?
Dai! Crei una struttura che possa essere fruibile anche ai bimbi fuori standard e poi...non ci arrivano?
Su, più impegno, eh! Non si può cadere su queste cazzatine. Credo che le urla frustrate della Microba che voleva vedere col binocolo, rieccheggino ancora lungo la costa di Palidoro :-/


Sul terreno di gioco ci sono poi giochi classici come un piccolo scivolo (3 gradini, adatto proprio ai piccolissimi), qualche gioco a molla, una giostrina girevole di cui però non ho capito l'utilizzo (!) una semplicissima casetta "passante" per cui vi si può entrare anche con una carrozzina, altalene "standard".


 Ma il pezzo forte, secondo me, sono le altalene "inclusive"; quella a cesto:


...che Nina è riuscita ad utilizzare portandosi dietro anche il suo zainetto con la macchinetta della pappa e che ho provato anche io ('na goduria...peccato che non ci stia nel nostro micro-soggiorno)
E quella a orsacchiotto:


...su cui anche chi ha problemi di stabilità posturale può stare qualche minuto a godere del dondolio, grazie allo schienale alto e alla forma avvolgente:



Insomma, concludendo: promossa l'idea, ho apprezzato la realizzazione con materiali di qualità in uno spazio molto ampio e senza pericoli di sorta (tutta l'area è recintata da una palizzata di legno) e soprattutto il fatto che sia stato creato un parco giochi inclusivo proprio in un luogo dove i bimbi fuori standard regnano sovrani, a volte anche per lunghi periodi o comunque che frequentano l'ospedale molto spesso.

Nelle lunghe attese per le visite o i day hospital questa area attrezzata diventa una notevole valvola di sfogo per TUTTI i bambini, anche per quelli che magari non hanno la capacità motoria necessaria per utilizzare i classici giochi che si trovano nella maggior parte dei giardinetti.

Qualche miglioria nella progettazione (non imputabile ovviamente all'Ospedale, ma proprio alla ditta creatrice dei giochi) e qualche piccola accortezza sulla location (zone di ombra, porta scorrevole) potrebbero sicuramente rendere più confortevole l'utilizzo del parco inclusivo.

Con la speranza che questo tipo di parco si diffonda il più rapidamente possibile o che qualche vecchio gioco rotto venga sostituito con uno inclusivo, vi chiedo cortesemente di "spammare" quest'idea ovunque o di fare un reportage per Claudia e Raffaella nel caso vi capiti di giocare con i vostri bambini in uno di questi posti.

Da soli è difficile fare qualcosa, ma in tanti...

;-)

lunedì 12 maggio 2014

il Parco giochi inclusivo: anche i bimbi "fuori standard" vogliono giocare!!!





Come deve essere un parco giochi  per bambini?
L'argomento non mi interessava un granchè, diciamolo, prima della nascita delle gnome.
...
Ok, lo ammetto, meno di zero.


Da quando è arrivata la Piccola Hooligan, ovviamente ci presto più attenzione, essendo l'area giochi il miglior alleato delle mamme, dove i piccoli unni si scatenano senza rompere alcunché in casa, sfinendosi a puntino in quel girone infernale costituito da quel paio di ore tra l'asilo e il momento della cena.
Fortunatamente qui nella mia zona ci sono parecchi giardini attrezzati, pubblici e privati (per privati intendo quelli delle parrocchie, degli oratori; quelli a pagamento tipo gonfiabili per me non esistono) ne prediligo uno piuttosto che un altro, ne evito uno perché ha la sabbia = delirio serale in casa che oltre a dover mettere in lavatrice la nana, mi tocca anche pulire casa, un altro perché i giochi sono rotti o malfunzionanti...
E fin qui...ordinaria amministrazione da mamma.
Ma da quando è arrivata Nina, quest'attenzione è completamente cambiata: nel primo anno di vita non abbiamo frequentato nessun giardino o area giochi a causa delle condizioni precarie di salute della Microba e dei suoi millemila impegni presso ospedali e centro di riabilitazione.
Poi ha iniziato a stare meglio e a gattonare, quindi il problema dell'accessibilità dei giochi mi si è posto solo marginalmente, anche se ho iniziato a vedere le cose con occhi decisamente diversi.
Sullo scivolo l'accompagnavo io (erano minimo 30 anni che non ci salivo....) appena ha avuto il controllo della testa è stato possibile metterla in una di quelle altalene per bambini piccoli, con le protezioni, per il resto si è sempre arrangiata da sola (non sono una mamma molto apprensiva, anzi: incentivo la tendenza a cavarsela da sole supervisionando le nane a distanza ed intervenendo solo quando mi chiamano).
Nonostante il ritardo motorio, Nina è sempre stata più o meno in grado di utilizzare quasi tutti i giochi, ma un bambino in carrozzina?
In effetti non se ne vedono mai. Ora che sono "nel settore", lo noto subito.
I rarissimi casi che ho visto ai giardini sono così gravi da non poter apprezzare la gioia del gioco ma vengono comunque portati "all'aperto"; gli altri probabilmente sono "giustamente" lasciati a casa... Portereste un bambino diabetico in pasticceria?
Certo che no.
E perché portare un bambino in carrozzina al parco, dove non può utilizzare o interagire con nessun gioco di quelli predisposti?
Per non parlare dell'accessibilità vera e propria: buche, erba, fondi sconnessi, in qualche caso ghiaia e sabbia. Basta avere un passeggino o un trolley per rendersi conto di quante barriere architettoniche ci circondino ancora.
Ma fortunatamente ora i tempi sono notevolmente cambiati, la visione della disabilità è diversa, i nostri piccoli "fuori-standard" non vengono più rinchiusi in istituti; in molti casi, salute permettendo, conducono vite quasi "normali", per cui tra una terapia ed un ricovero, ci si ritaglia anche lo spazio per una passeggiata o un pomeriggio di relax al parco.
E quindi perché non pensare ad un'area giochi per tutti?
Qualche Comune illuminato ci ha già pensato e l'idea del "parco giochi inclusivo" è già realtà, soprattutto nelle Regioni del nord Italia.
Ma di cosa parliamo?
Di una riserva per piccoli handicappati?
No! Semplicemente di scegliere delle attrezzature senza barriere architettoniche (ad esempio queste di Lappset) che possano essere utilizzate da tutti i bambini, anche quelli con una ridotta capacità motoria, visiva o percettiva.
Il che vuol dire, che questi giochi possono essere utilizzati senza problemi anche dai bambini "standard" insieme ai loro amici "fuori standard" riducendo un gap creato da adulti poco accorti.
Oltre ad alcuni Comuni, anche i cittadini si stanno muovendo, facendosi portavoce dei bisogni e dei diritti di tutti i bambini.
Ad esempio ci sono due mamme eccezionali, Claudia e Raffaella che si sono mobilitate per far creare un parco inclusivo anche nel loro paese, Santarcangelo di Romagna: hanno creato una pagina Facebook chiamata Parchi con giochi accessibili per tutti i bambini così ricca ed interessante e costantemente aggiornata che secondo me travalica il loro scopo e diventa la base per lo studio e la realizzazione di un nuovo modo di vedere le aree giochi per i nostri figli.
Tutto è nato da questo articolo di Claudia, mamma-blogger altamente sensibile alle tematiche sociali ed acuta osservatrice delle tristi realtà che ci circondano.


Che ne dite?
Facciamo conoscere a più gente possibile la possibilità di avere dei giochi inclusivi nei nostri giardinetti, affinchè TUTTI i bambini possano giocare?
Dai, so che siete splendidi e condividerete la pagina FB di Claudia e Raffaella ovunque.
Anzi, se qualcuno di voi Amici di Nina abitasse per caso in uno di questi Comuni dove è stato realizzato un parco inclusivo, magari può fare qualche foto da mandare alle nostre due super-mamme! :-)

giovedì 10 aprile 2014

App per bambini /2

Torno sul tema "App per bambini" a noi tanto caro, dato che le due piccole pesti giocano che è una bellezza sullo smartphone di mamma ...(se stanno facendo qualche record, cancellano messaggi e riattaccano alle chiamate).

Tra le altre, negli ultimi mesi la Microba si è divertita molto con queste due App, che rispondono ai miei rigidi canoni:

-deve essere educativa o quantomeno mediamente intelligente... (No monnezza "spara spara")
-non deve contenere suoni molesti/ripetitivi che ledano ulteriormente il mio sistema nervoso che, essendo labilissimo, fa scattare l'urlo di Tarzan per un nonnulla ed il lancio del telefono nell'iperspazio
-deve essere gratis

Ma eccole:

Pepi Bathgratis, disponbile su iTunes per iPhone e iPad

Si possono scegliere i protagonisti (bimbo o bimba) e due situazioni: la lavatrice o il bagnetto (a pagamento ci sono anche altri scenari).



In entrambi i casi bisogna aiutare i personaggi a spogliarsi e fare il bucato oppure a prendersi cura di sè tagliando unghie, pettinando capelli arruffati e smocciolando moccioli.
La musichetta è adorabile.



Halloween, puzzle s & colors gratis, disponbile su iTunes per iPhone e iPad


Trattasi di 4 puzzles (la versione free) a tema simpaticamente horror, con diversi livelli di difficoltà. 


Bisogna trascinare i pezzi nella sagoma e posizionarli al posto giusto.


Zucche, zombies e vampiri....


Accompagnati anche qui da una musichetta piacevole e non "stufosa".
Nella versione gratis sono disponibili anche delle sagome da colorare, ma a casa nostra va molto di più il puzzle mostruoso:

lunedì 17 febbraio 2014

Tutù da fatina/ballerina fai-da-te facilissimo per Carnevale


 
Anche quest'anno si presenta il classico problema di chi ha a che fare con i nani: il temibile vestito di Carnevale.
Come pretenderà di travestirsi la prole imbizzarrita?
Noi ci muoviamo sempre all'ultimo perché qui le idee cambiano con il cambiare dell'umidità dell'aria, passando dal dinosauro alla tigre, dal pirata alla fatina nel giro di poche ore.
La Piccola Hooligan si è fermata giusto su quest'ultima, con mia grande soddisfazione, non tanto per il soggetto, ma in quanto l'anno scorso (mentre ero alla ricerca di tutorial per fare i pantaloni della principessa Jasmine ) mi ero imbattuta in diversi siti inglesi che riportavano un metodo semplicissimo per realizzare un tutù di tulle per ballerina/fatina, con poca spesa ma soprattutto alla mia portata per quanto riguarda velocità e semplicità.
 
Tempo occorrente: 1 oretta scarsa per due tutù, uno taglia 6 anni per la P.H.ed uno taglia 2 anni per Nina.
 
Materiale:
 
-tulle di 4 colori (1 mt x 2.80 mt di altezza) = 1.5€ al metro per un totale di 6 €
-1 metro di elastico alto* (ma io non mi sono trovata molto bene...forse meglio un elastico piatto normale) = 2 €
-forbici
-metro
-spillatrice
-ago e filo
-2 paia di ali da fatina al negozietto cinese =3,5€ l'uno per un totale di 7€ (su questo potevo anche risparmiare, dato che NESSUNA delle due ingrate le ha volute indossare, SGRUNT!!! E meno male che non le avevo costruite io, come da folle idea iniziale)
 
totale 15€ per 2 vestiti....se ppò ffà!
 
Il discorso dei 4 colori era per farli un po' diversi l'uno dall'altro e più colorati...nonché per abbinarli alle ali che ho trovato un paio rosa ed un paio bianche.
Io ho scelto le nuances tipiche da "femmina"dal bianco al viola, passando per lilla e rosa.
Viola, lilla e rosa per la Piccola Hooligan, Viola, lilla e bianco per la Microba.
 
All'inizio ho impiegato un sacco di tempo per tagliare il tulle a strisce di circa 10 cm di larghezza, perché il materiale è quasi trasparente e molto leggero: poi mi sono rotta le palle ingegnata ed ho "inventato" un metodo velocissimo che raccomando fortemente:
 
Si piega TUTTO il tulle con uno spessore di 10 cm e poi lo si taglia con le fobici su entrambi i lati lunghi, come se fosse un panino da aprire e farcire...et voilà, ecco le strisce pronte!
Non vi preoccupate se non state tagliando dritto, fortunatamente con il tulle non si vede se siete andati sghembi ;-)
 
 
 
La lunghezza delle strisce va in base all'altezza della bambina: io l'ho calcolata dalla vita al ginocchio. Tenete conto che la striscia va piegata a metà, quindi la lunghezza deve essere il doppio di quello che vi occorre (es. dalla vita al ginocchio mi servivano 35 cm, ho dovuto tagliare strisce di 70 cm).
Prendete l'elastico, tagliatelo a misura e cucitelo con qualche punto oppure semplicemente date una passata con la spillatrice o pinzatrice che dir si voglia.
Fissatelo ad un supporto per essere più veloci (ad es. posizionatelo sulla spalliera di una sedia, in modo che sia in tensione e vi permetta di annodare le strisce velocemente avendo le mani libere)
Ogni striscia va annodata a bocca di lupo all'elastico, iniziando con un colore:
 


 
...esaurito il primo colore, aggiungere le strisce degli altri colori alternandole tra di loro.
Per avere un effetto più voluminoso, io ho tagliato i diversi colori di lunghezze differenti.
E' più lungo da spiegare che non da fare!!!!
 
2 suggerimenti che mi sento di dare dopo essermi cimentata:
- *l'elastico...io l'ho scelto apposta bello largo in modo che fosse più semplice legare le strisce e meno scomodo/stringente per le bambine ma mi sbagliavo: i nodi tendono ad allargarsi
-strisce: mettetene tante, riempite bene il vostro elastico perché i bambini, correndo e muovendosi tendono a far slittare il tulle lungo l'elastico creando degli antiestetici "vuoti" (in più contate che il materiale è abbastanza trasparente!) ;-)
 
Ecco i risultati:


 
Nina (taglia 2 anni circa)
 
 
 
la Piccola Hooligan (taglia 6 anni circa)