This post is translated by Moki in the comments :-)
Vacanze finite.
AAAAARGH!
Nina e tutta la tribù sono tornate alla base dopo un lungo viaggio.
Viaggio che non era iniziato nel migliore dei modi, in quanto siamo rimasti mezz'ora in pista con l'aereo rotto (ma il riscaldamento a manetta funzionava benissimo!)
E senza notizie su quando saremmo ripartiti.
Nonostante avessimo una coincidenza da prendere, sono riuscita (stranamente!) ad astrarmi e a non inkazzarmi come al solito, immergendomi nella lettura di un libro: forse un po' ci speravo al prolungamento (anche se per 1 giorno solo) della vacanza lì nell'amena località di villeggiatura o nella capitale, magari a salutare zii e cugine di Papà Velcro.
Non mi sono nemmeno preoccupata per la mancanza dei latti speciali per Nina..per un paio di pasti avremmo ovviato inventandoci qualcosa.
Tralascio i dettagli dell'attesa, con una Piccola Hooligan scatenata e una Microba in preda a dei reflussi imbarazzanti, prontamente raccolti con una ciotolina (ci sarà una specialità olimpica? no, perchè siamo diventati velocissimi ad estrarre un qualsiasi contenitore adatto all'uopo).
Con un ritardo di ben 3 ore e mezza, siamo finalmente partiti, atterrando giusto quando la coincidenza intercontinentale avrebbe dovuto decollare.
Non vi dico la corsa, dato che l'aeroporto è mega-galattico, con trolley, borse, nane, passaporti e
boarding-pass in bocca.
Saliamo trafelati e sudati, fortunatamente la coincidenza ha aspettato mezz'ora l'aereo in ritardo.
Davanti io, con Nina nel marsupio, zainetto, borsa, Piccola Hooligan per mano e dietro papà Velcro con trolley di piombo ed altre borse.
Aereo tutto pieno, individuo la nostra fila: mi si para davanti un tizio che, alzandosi dal nostro posto, mi apostrofa sgarbato:
"Non potevate perdere l'aereo?"
e sbuffando lancia un'occhiata languida in direzione di
un cesso una tipa alla quale evidentemente voleva trenere la mano per tutto il volo.
Ciccio, io ti auguro di andare oltre alla limonata col cess..aehm, con la tizia, di avere un paio di pargoli (non te ne auguro uno
fuori standard, sono buona) di alzarti all'alba, raccattare metri cubi di bagagli, attendere mezz'ora in un aereo impazzito con un phon a 50°C diretto sulle tue pupille, riscendere ed attendere 3 ore e mezza senza che nessuno ti dica un kaiser, coi bambini psichedelici che mettono a ferro e fuoco la hall, poi partire e correre a perdifiato dandoti un trolley di marmo nelle caviglie e facendoti un
bondage sado-maso alla carotide con un paio di borse, per poi vederti parare davanti uno sfigato con una faccia da cretino ed una camicia pure peggio che ti sbeffeggia con un
"Non potevate perdere l'aereo?" per poter pomiciare tutto il volo con una coi baffi e l'occhio da triglia.
Il tutto a 40 anni suonati.
Quel giorno vorrei che tu postassi un commento sulle tue reazioni qui.
Sempre che dal carcere te lo lascino fare.
Mentre la mia mente pensava ciò (insieme a un milione di improperi) il mio corpo riusciva a sibilarti, con la faccia inferocita e lo sguardo fulminante, un più diplomatico:
"Stai scherzando? Sono 7 ore che siamo in giro, dato che si è rotto l'aereo!"
Ora, col senno di poi, rimpiango che la Microba non ti abbia sparato il passato di verdura + spigola dall'odore nauseabondo su quella camicia a righine sfigata.