EHI !!!

Ho una tonnellata di bavaglini...ma se ti va di regalarmene un altro, metti l'importo corrispondente qui, lo tramuteremo in ore di fisioterapia, protesi e/o attrezzature speciali:




UBI BANCA S.P.A. Filiale di Brescia – Via Trento 25

IBAN: IT05G0311111270000000014735


BIC: BCABIT21

INTESTATO A: Isabella Moreschi (mamma di Nina)

CAUSALE: Donazione per Nina

Non scordarti di mettere il tuo recapito o di mandarci una e-mail in modo da poterti ringraziare!


per informazioni: inviaggioconnina@gmail.com


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domenica 13 marzo 2016

Cerveteri

Detto fatto.
Dopo la gita al Museo Etrusco di Villa Giulia (ne ho parlato qui) il primo weekend utile con temperature gradevoli e senza troppa tosse, mi è "toccato" portare le mie piccole archeologhe a Cerveteri.
Uno dei più importanti siti archeologici etrruschi d'Italia, sito mondiale UNESCO, meraviglia da scoprire.
Recentemente è stato introdotto il Caere Express, trenino panoramicho con cui si può fare una simpatica e divertente visita guidata nell'area esterna della necropoli, visitando 3 tombe. La visita da diritto anche all'ingresso nell'area archologica adiacente, la famigerata Banditaccia, che vale da sola la gita.
 
 
 
Insomma, accontentare i bambini con il trenino e poi approfondire il dicorso con la visita all'area archeologica, si può e si DEVE ;-) è veramente un luogo meraviglioso, imperdibile.

 
All'interno c'è un'area ristoro che propone piatti freddi e caldi, ma noi abbiamo optato per un più popolare picnic portandoci le cose da casa e ritagliandoci un momento di relax tra i grandi e scenografici tumuli plurimillenari.

 
Nina e la sorellona sono rimaste letteralmente rapite dal fascino misterioso di questo antico popolo, dall'immensità delle loro tombe e dal sito completamente immerso nella natura.
In alcune tombe sono presenti degli spettacoli multimediali veramente accurati ed interessanti, a cura dei "Soliti" Piero Angela e Paco Lanciano (autori dei più famosi allestimenti dei Fori a Roma, che consiglio caldamente sia per grandi sia per i più piccoli).
ecco qui un'immagine della ricostruzione multimediale proiettata all'interno della tomba:

 
Insomma, un po' gioco, un po' avventura, un po' cultura, le bimbe si sono lanciate con molto entusiasmo alla scoperta di questo misterioso popolo

 
Dispiace parecchio trovare questo luogo incantato quasi completamente deserto, una delle aree archeologiche più importanti di Italia, visitata nel weekend da pochi visitatori

 
Il sito non si presta particolarmente per essere visitato da disabili, in quanto la maggior parte delle tombe ha un ingresso con gradini...è comunque possibile girare all'esterno, tra gli enormi tumuli che costellano la campagna

 
Noi, un po' a piedi, un po' in passeggino, ma soprattutto MOLTO in spalle alla mamma (!!!)
ce l'abbiamo fatta a visitare tutta l'area, senza lasciare nessuna tomba inviolata :-)

 
Nina il suo picnic se lo è fatto...itinerante :-)

sabato 27 febbraio 2016

Gita al Museo Etrusco - Villa Giulia di Roma

Finalmente la salute di Nina pare in netto miglioramento: ne abbiamo approfittato per un paio di "ore d'aria" nel weekend, concendendoci una delle solite meravigliose visite guidate per bambini organizzate da Roma & Lazio per te, questa volta al Museo Etrusco di Villa Giulia (Roma), dove sono conservati i più importanti reperti provenienti dai siti archeologici etruschi.

 
Le bambine sono rimaste letteralemnte rapite dalle spiegazioni dell'archeologo Vincenzo Lemmo, che riesce a catalizzare l'attenzione dei piccoli (ed anche dei genitori) per tutta la durata della visita, riuscendo a coinvolgerli in maniera strepitosa.

 
Ora in casa gli antichi romani sono stati soppiantati dai misteriosi Etruschi...fortunatamente i maggiori siti archeologici non sono molto distanti da Roma: mi toccherà iniziare con le gite fuoriporta, non appena arriva la primavera :-)

lunedì 2 novembre 2015

Viaggio nei fori


 
 
Dopo esserci goduti la meravigliosa esperienza al Foro di Augusto l'anno scorso, siamo riusciti a completare il nostro Viaggio nei Fori con la visita serale al Foro di Cesare, il meraviglioso spettacolo ideato da Piero Angela e Paco Lanciano.
Nina è rimasta completamente rapita dalle spiegazioni, dalle ricostruzioni e dai giochi di luce che hanno fatto rivivere questo luogo in modo così magico.
Alla fine di quest'ora a zonzo tra i ruderi, mi ha guardato e mi ha detto:"Lo rifacciamo?".
Ok, ci tocca attendere Aprile, però! .-)
Consigliatissimo per tutta la famiglia !!!!

sabato 16 maggio 2015

Galleria Borghese con MammaCult


 
Il passeggino è utilissimo per ammirare i meravigliosi soffitti !!!
 
Un altro sabato in giro per Musei per la Microba, nonostante una fastidiosa febbriciattola, che però non è stata sufficiente a fermarci.
Questa volta abbiamo partecipato ad una simpatica visita guidata organizzata da MammaCult alla Galleria Borghese, svolta con un occhio speciale verso i più piccoli, che si sono divertiti parecchio con una specie di caccia al tesoro alla ricerca delle opere tra le varie stanze.

 
Come sempre le bimbe sono state molto partecipi, mi emoziona molto vedere il loro entusiasmo di fronte alla bellezza delle nostre opere d'arte.
La Piccola Hooligan che mi chiede:"Mamma, se facciamo le brave, ci porti un'altra volta?" mi ha completamente sciolto.
Vedere questi piccoli semi, rimasti latenti, sbocciare all'improvviso ricordando e collegando altre esperienze è una bella conquista.
 
 
Nina completamente rapita al cospetto del Bernini :-)

 
a bocca aperta....
 
Unico neo della giornata, il constatare ancora una volta come i nostri musei non siano completamente fruibili alle persone "fuori standard" a causa di disservizi, inefficienze e barriere architettoniche assurde.
Fortunatamente ho potuto ovviare portandomi Nina in braccio per superare i punti critici, ma adulti in carrozzina non sono stati altrettanto fortunati :-(
Nel 2015...'nsomma!!!!

martedì 12 maggio 2015

Micro-orto 2015

la raccolta dei semi
 
 
Anche quest'anno il nostro Micro-orto è tornato alla grande.
Per ovviare al fatto che tutte le piante stagionali seminate l'anno scorso sono invece rigermogliate a sorpresa, ho dovuto ingegnarmi per dare alle bimbe qualcosina da fare nonostante l'aiuola sia praticamente già pronta.
In linea con il progetto dell'orto che entrambe stanno seguendo a scuola, hanno raccolto dei semini dalle piante che già erano presenti (cipollotto selvatico, ciclamini, nespole) ed abbiamo preparato i nostri semenzai utilizzando materiale di riciclo accantonato durante l'anno (vasetti in vetro e contenitori di polistirolo):

la preparazione dei semenzai

bimbe all'opera
 
Abbiamo seminato anche le lenticchie nere di Sicilia (comprate) per avere abbastanza "piantagioni" da seguire :-)

 
Ogni giorno, a turno, sia la Microba che la Piccola Hooligan hanno il compito di raccogliere le fragole mature dal Micro-orto e segnalare eventuali lumache, che quest'anno ci stanno graziando.
Ora dobbiamo solo aspettare...
:-)

martedì 17 febbraio 2015

Il suo blog si presenta così:

 
Sfido qualsiasi mamma alle prese con gnomi turbolenti a non riconoscersi in questo incipit :-)
 
Intervista con Lucrezia Sarnari, in cui racconto e cerco di riassumere (ma quanto sono logorroica? Madò!) questi 3 anni e mezzo in viaggio con Nina.
E con l'occasione do il benvenuto a tutti i nuovi fans della Microba che si sono aggiunti questa settimana, siete tantissimi!
Mettetevi comodi che si parte!
 
p.s.: non perdetevi le altre "Mamminterviste" di Lucrezia, spettacolari! ;-)

giovedì 18 dicembre 2014

Bambini nei Musei ?



La Microba mentre completa un cruciverbone in latino :-D


Chi segue la pagina Facebook di Nina sa che spesso e volentieri, malanni permettendo, nel weekend siamo impegnati in gite e visite guidate varie o semplicemente in giro per Roma.
Fin da bambina sono stata appassionata di Archeologia, ho sempre amato l'Arte in tutte le sue manifestazioni e mi sono laureata in Architettura.
Ricordo ancora uno dei libri che ho sfogliato, da piccolissima: un libro "da grandi", "Civiltà al Sole" di C.W.Ceram, su cui ho a lungo fantasticato, me lo ricordo a memoria.
Questo interesse ha sempre accompagnato la mia vita e quando mi sono trasferita a Roma, ho trovato giusto e doveroso imparare ad amare questa difficile città soprattutto attraverso le sue meravigliose testimonianze storiche. Una passione che nemmeno la nascita delle bimbe ha saputo sopire, tant'è che la Piccola Hooligan era già in gita alle cosiddette Grotte di Catullo a Sirmione ad 8 giorni di vita, a Cerveteri a poco più di un mese (ricordo un fantastico cambio pannolino all'interno di una tomba etrusca) e via via dicendo :-)
La nostra città d'adozione poi si presta in particolar modo ad avvicinare i bambini alle meraviglie del passato, ricca com'è di testimonianze praticamente ovunque; in aggiunta viviamo in una zona dove le vestigia romane abbondano e sono anche circondate da una natura spettacolare, il Parco Regionale dell'Appia Antica.
Ho sempre cercato però di "cavalcare" la fortuna di respirare questo profumo di antico così a portata di mano, sia con delle semplici passeggiate, sia partecipando alle visite guidate pensate apposta per i più piccoli che tante associazioni culturali propongono nel weekend.
Ma, mi chiederete, i bambini non si stufano?
Macchè: se la cultura viene proposta sotto forma di gioco e "tradotta" in modo accessibile a seconda dell'età, il divertimento è assicurato.
L'importante è che venga proposta come un gioco, una scoperta e non come un evento barboso ;-)
Osate! Provateci! I bambini sono molto più elastici di quanto noi adulti crediamo, vi sapranno stupire sicuramente.
Mal che vada, avrete "buttato" un pomeriggio...
La Piccola Hooligan, a volte pare annoiata, disinteressata...all'inizio avevo dei dubbi se proseguire o meno.
La conferma me l'ha data lei stessa, tirando fuori a sorpresa e non richiesti, dei dettagli delle visite, dei collegamenti con altri posti che avevamo visitato in altre occasioni... Insomma, anche quando sembra che non siano poi molto interessati, il seme della cultura, del bello, dell'arte, attecchisce lo stesso.
Negli ultimi mesi, grazie ad una di queste associazioni, Roma & Lazio per te, oltre ai siti archeologici, abbiamo iniziato a frequentare anche i bellissimi Musei di Roma, che hanno riscosso molto successo in tutta la famiglia e che andrebbero conosciuti e valorizzati di più.
Vabbè, questo post era per dire : genitori, zii, nonni, amici...buttatevi! Prima che i ruderi vengano asfaltati per farci un Outlet...i vostri bimbi un domani vi ringrazieranno ( e fa bene anche a voi vedere la città con un occhio diverso e con più calma) ;-)




sabato 13 dicembre 2014

Santa Lucia 2014



foto di rito con la Microba tutta contenta


Mantenere le tradizioni, al giorno d'oggi, diventa sempre più difficile, nell'era della globalizzazione e del conformismo sfrenato.
Da quando è nata la Piccola Hooligan, ho cercato di mantenere un piccolo aggancio alle nostre radici (io sono di Brescia e le piccole sono nate entrambe in un piccolo paese nell'entroterra del Lago di Garda) tramite la leggenda di Santa Lucia.
Come in altre città di Italia, anche a Brescia il 13 dicembre si festeggia l'arrivo della Santa che, nella notte a cavallo del 12 e 13, porta i doni ai bambini buoni (su richiesta inoltrata con la classica letterina...).
Niente di nuovo sotto il sole, direte voi, ma il contrastare lo strapotere di Babbo Natale sta diventando quasi impossibile, anche in famiglia...che si tratti del 13 dicembre o del 25, ad un adulto cosa cambia? boh!
La cosa mi intristisce parecchio, dato che al Nord oramai ci andiamo sempre più di rado (Ryanair, perché ci hai abbandonato?) e questa ragazzetta "fuori standard" (Santa Lucia è cieca) con il suo asinello mi sta mille volte più simpatica del ciccione rubizzo con slitta superaccessoriata..
Ma tant'è...almeno per quest'anno ce l'ho fatta, complici anche i super vicini di casa che nelle sere precedenti si sono appostati per suonare il campanellino che avvertiva le bimbe del passaggio della Santa.
Cosa che vorrei continuare anche durante l'anno, dato che aveva un effetto calmante immediato sugli animi scalmanati delle due gnome, eh eh eh!
E niente, questo post era per dare qualche info sui regali, che molti di voi mi avete chiesto dopo aver visto la foto su FB...
Le bimbe hanno richiesto due regali a testa : la Piccola Hooligan la chitarra (che invece per vari motivi arriverà al compleanno) ed uno yo-yo. Nina (che non era molto interessata) un dvd di Peppa Pig.
I nonni bresciani avevano commissionato a Santa Lucia la mitica cucinetta di Ikea.
A completamento, sono arrivate diverse sorprese, che ho accumulato nel tempo, frequentando un paio di posti molto proficui per quanto riguarda i giochi in legno e didattici.
In primis LIDL: spesso durante l'anno ci sono in offerta degli splendidi giochi in legno, puzzle e quant'altro, tenetelo sott'occhio. Qui ho acquistato tutti i complementi per la cucina: macchinetta per i toast, accessori vari (torta, taglieri, uova..), macchinetta del caffè a cialde...ogni set costava circa 7€, molto più abbordabili, rispetto alle alternative in negozi più blasonati.
E poi TIGER, che ho utilizzato soprattutto per il calendario dell'Avvento (di cui non ho ancora scritto, ooops) e dove ho acquistato gli scacchi per la Piccola Hooligan (set completo con la scatola di legno = 4 €). In questo periodo ci sono un sacco di idee educative niente male, ma avevo terminato il budget e soprattutto non mi andava di sommergere troppo le pupe di regali ;-)
I libri, di cui siamo molto appassionate, questa volta li ho trovati su una bancarella a 3€ l'uno, nuovi (fine serie? mah!) invece che i soliti 12/14 euro l'uno.
Insomma, risparmiare comprando giochi intelligenti e non le solite ciofeche tanto reclamizzate, si può! Anzi, oserei dire...SI DEVE!
Anche nel 2014... :-)


giovedì 11 settembre 2014

Di aspettative ed altri pensieri così...


Nina, gennaio 2012

E niente, prima o poi tocca pensarci, a queste cose.
E se non ci pensi tu, te lo ricorda qualcun altro, stai ben certo.
Alla cosiddetta aspettativa.

Ieri, durante la visita ortopedica per il braccio della Piccola Hooligan (ricordate? Quello fratturato ed operato a Giugno, che ha sconvolto tutta la pianificazione della nostra estate) il Professore, svolti i controlli di rito, si è interessato a Nina.
Le solite domande sulla sindrome, su chi ci segue, che esami abbiamo fatto, chi abbiamo visto e via dicendo.
Sottolineando l'importanza dello scoprirne il nome, di 'sta benedetta sindrome, "non perchè cambi nulla, ma giusto per l'aspettativa di vita".
Ecco, io questo pensiero ho cercato di rimuoverlo in questi tre anni.
E già c'ho il mio bel da fare a far finta che non sia latente in tutto quello che faccio senza che qualcuno, tra il lusco ed il brusco, me lo ricordi. 
Facendomi passare un quarto d'ora veramente di merda una volta rimasta sola con questi pensieri.
Non è che non lo sappia o che non lo voglia vedere, con Nina ci siamo andati vicini qualche volta (vedi foto) e gli ambienti riabilitativi che frequentiamo ci ricordano sempre che il nostro tempo può essere molto limitato (quando è un pò che non incontri qualcuno, è meglio non chiedere!) ma preferisco vivere la mia vita senza conoscerla, questa aspettativa!
Che cosa cambia?
Ogni giorno può essere l'ultimo, ma questo vale per tutti, no? 
E allora via con le gite, il cinema, i concerti di musica, le passeggiate al parco finché ci è possibile.
Recuperiamo quello che non abbiamo potuto fare negli anni scorsi e accumuliamo momenti belli per i periodi difficili.
E che l'aspettativa...aspetti!

Un pensiero a Tea e Luigi, due faccette buffe che non incontreremo più 

mercoledì 14 maggio 2014

Parco giochi inclusivo: la nostra esperienza



L'altro giorno vi ho presentato la pagina FB di Claudia e Raffaella "Parchi con giochi accessibili a tutti i bambini" , nata per richiedere dei giochi inclusivi nei giardini del loro paese, Santarcangelo di Romagna, e diventata in soli due mesi la "Bibbia"di questo tipo di aree giochi attrezzate per TUTTI i bambini, con migliaia di fans.

Siccome il tema delle pari opportunità e dei diritti per tutti è molto caldo, ho deciso di riportare anche la nostra esperienza personale, nell'unico parco inclusivo che abbiamo frequentato.

Trattasi di un'area giochi nuovissima, appena inaugurata, creata in un grande cortile interno dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Palidoro (Roma) luogo che ospita anche un grande reparto di Neuro-riabilitazione infantile.
Quindi quale luogo migliore per sperimentare questa nuova generazione di giochi?

Vediamolo un po' nel dettaglio, con la speranza che le mie riflessioni possano essere utili o di spunto per la creazione di nuove aree simili:

Per accedervi si passa attraverso una normale porta con maniglione antipanico.
Una mamma con passeggino è già in difficolta, figuriamoci un bambino in carrozzina o su una seduta posturale con un genitore che lo spinge. Suggerirei una più "friendly" porta scorrevole automatica.

L'intera area di gioco è ricoperta da una pavimentazione di materiale gommoso antishock, molto gradevole, pulita ed anche fonoassorbente. I bambini possono giocare per terra senza problemi e l'accessibilità è pienamente garantita.

Il parco giochi è interamente all'aperto e, a parte una piccola parte pergolata con un paio di tavolinetti con sgabelli e panchine, è completamente scoperta.
Prevedo il suo abbandono ai primi caldi.

Tutti i giochi sono nuovi e pensati per l'utilizzo anche da parte di piccoli "fuori standard" o almeno...


Ci sono diversi pannelli tattili e sensoriali posti in verticale con dei giochi da fare (labirinto girevole, percorso con abbinamento di figure). Purtroppo non sempre il bambino seduto ci arriva con facilità. Nel secondo caso le rotelle verdi con le figure di animali si incastrano spesso e ci vuole la forza di un adulto per smuoverle. Inoltre in un punto (la chiocciola) la rotella cade in continuazione perché non c'è abbastanza spazio a termine corsa, causando un' enorme frustrazione nel bambino che ha completato il percorso in modo corretto e che vede i suoi sforzi vanificati.


A Nina è piaciuto particolarmente questo "tavolino" in cui i vari strati sono girevoli e bisogna o completare il puzzle di diversi animaletti (abbinando correttamente zampe, addome e musetto) oppure trovare le forme geometriche corrispondenti.
Simpatico ma...il primo disco è fisso e quindi si è costretti a cambiare posizione lungo i bordi del tavolino per accedere alle altre figure degli animaletti. Un po' scomodo. Si potrebbe ottimizzare semplicemente facendolo ruotare anch'esso.


Ma l'attrazione primaria è costituita da una specie di nave: da un lato due pedane consentono l'accesso con le carrozzine, dall'altro ci sono scalette ripide e scivolo.
La zona usufruibile al bimbo con le ruote è limitata, perché l'accesso allo scivolo è solo tramite gradini: questo mi ha lasciata un po' interdetta perché se hai fatto 30, fai anche 31, cazzarola!
Togli quei 3 gradini, inventati qualcosa, ma non puoi promettere una gustosa torta e poi sollevarla all'ultimo momento!


La zona che invece è accessibile alle carrozzine ha diversi "gadget": un telefono finto (scomparso dopo la prima settimana) un telescopio ed un binocolo che attirano molto l'attenzione dei piccoli.
Il telescopio ok....


Ma il binocolo... Non ci si arriva!
Mi chiedo: ma i progettisti...le provano queste cose prima di metterle in produzione o no?
Dai! Crei una struttura che possa essere fruibile anche ai bimbi fuori standard e poi...non ci arrivano?
Su, più impegno, eh! Non si può cadere su queste cazzatine. Credo che le urla frustrate della Microba che voleva vedere col binocolo, rieccheggino ancora lungo la costa di Palidoro :-/


Sul terreno di gioco ci sono poi giochi classici come un piccolo scivolo (3 gradini, adatto proprio ai piccolissimi), qualche gioco a molla, una giostrina girevole di cui però non ho capito l'utilizzo (!) una semplicissima casetta "passante" per cui vi si può entrare anche con una carrozzina, altalene "standard".


 Ma il pezzo forte, secondo me, sono le altalene "inclusive"; quella a cesto:


...che Nina è riuscita ad utilizzare portandosi dietro anche il suo zainetto con la macchinetta della pappa e che ho provato anche io ('na goduria...peccato che non ci stia nel nostro micro-soggiorno)
E quella a orsacchiotto:


...su cui anche chi ha problemi di stabilità posturale può stare qualche minuto a godere del dondolio, grazie allo schienale alto e alla forma avvolgente:



Insomma, concludendo: promossa l'idea, ho apprezzato la realizzazione con materiali di qualità in uno spazio molto ampio e senza pericoli di sorta (tutta l'area è recintata da una palizzata di legno) e soprattutto il fatto che sia stato creato un parco giochi inclusivo proprio in un luogo dove i bimbi fuori standard regnano sovrani, a volte anche per lunghi periodi o comunque che frequentano l'ospedale molto spesso.

Nelle lunghe attese per le visite o i day hospital questa area attrezzata diventa una notevole valvola di sfogo per TUTTI i bambini, anche per quelli che magari non hanno la capacità motoria necessaria per utilizzare i classici giochi che si trovano nella maggior parte dei giardinetti.

Qualche miglioria nella progettazione (non imputabile ovviamente all'Ospedale, ma proprio alla ditta creatrice dei giochi) e qualche piccola accortezza sulla location (zone di ombra, porta scorrevole) potrebbero sicuramente rendere più confortevole l'utilizzo del parco inclusivo.

Con la speranza che questo tipo di parco si diffonda il più rapidamente possibile o che qualche vecchio gioco rotto venga sostituito con uno inclusivo, vi chiedo cortesemente di "spammare" quest'idea ovunque o di fare un reportage per Claudia e Raffaella nel caso vi capiti di giocare con i vostri bambini in uno di questi posti.

Da soli è difficile fare qualcosa, ma in tanti...

;-)

lunedì 12 maggio 2014

il Parco giochi inclusivo: anche i bimbi "fuori standard" vogliono giocare!!!





Come deve essere un parco giochi  per bambini?
L'argomento non mi interessava un granchè, diciamolo, prima della nascita delle gnome.
...
Ok, lo ammetto, meno di zero.


Da quando è arrivata la Piccola Hooligan, ovviamente ci presto più attenzione, essendo l'area giochi il miglior alleato delle mamme, dove i piccoli unni si scatenano senza rompere alcunché in casa, sfinendosi a puntino in quel girone infernale costituito da quel paio di ore tra l'asilo e il momento della cena.
Fortunatamente qui nella mia zona ci sono parecchi giardini attrezzati, pubblici e privati (per privati intendo quelli delle parrocchie, degli oratori; quelli a pagamento tipo gonfiabili per me non esistono) ne prediligo uno piuttosto che un altro, ne evito uno perché ha la sabbia = delirio serale in casa che oltre a dover mettere in lavatrice la nana, mi tocca anche pulire casa, un altro perché i giochi sono rotti o malfunzionanti...
E fin qui...ordinaria amministrazione da mamma.
Ma da quando è arrivata Nina, quest'attenzione è completamente cambiata: nel primo anno di vita non abbiamo frequentato nessun giardino o area giochi a causa delle condizioni precarie di salute della Microba e dei suoi millemila impegni presso ospedali e centro di riabilitazione.
Poi ha iniziato a stare meglio e a gattonare, quindi il problema dell'accessibilità dei giochi mi si è posto solo marginalmente, anche se ho iniziato a vedere le cose con occhi decisamente diversi.
Sullo scivolo l'accompagnavo io (erano minimo 30 anni che non ci salivo....) appena ha avuto il controllo della testa è stato possibile metterla in una di quelle altalene per bambini piccoli, con le protezioni, per il resto si è sempre arrangiata da sola (non sono una mamma molto apprensiva, anzi: incentivo la tendenza a cavarsela da sole supervisionando le nane a distanza ed intervenendo solo quando mi chiamano).
Nonostante il ritardo motorio, Nina è sempre stata più o meno in grado di utilizzare quasi tutti i giochi, ma un bambino in carrozzina?
In effetti non se ne vedono mai. Ora che sono "nel settore", lo noto subito.
I rarissimi casi che ho visto ai giardini sono così gravi da non poter apprezzare la gioia del gioco ma vengono comunque portati "all'aperto"; gli altri probabilmente sono "giustamente" lasciati a casa... Portereste un bambino diabetico in pasticceria?
Certo che no.
E perché portare un bambino in carrozzina al parco, dove non può utilizzare o interagire con nessun gioco di quelli predisposti?
Per non parlare dell'accessibilità vera e propria: buche, erba, fondi sconnessi, in qualche caso ghiaia e sabbia. Basta avere un passeggino o un trolley per rendersi conto di quante barriere architettoniche ci circondino ancora.
Ma fortunatamente ora i tempi sono notevolmente cambiati, la visione della disabilità è diversa, i nostri piccoli "fuori-standard" non vengono più rinchiusi in istituti; in molti casi, salute permettendo, conducono vite quasi "normali", per cui tra una terapia ed un ricovero, ci si ritaglia anche lo spazio per una passeggiata o un pomeriggio di relax al parco.
E quindi perché non pensare ad un'area giochi per tutti?
Qualche Comune illuminato ci ha già pensato e l'idea del "parco giochi inclusivo" è già realtà, soprattutto nelle Regioni del nord Italia.
Ma di cosa parliamo?
Di una riserva per piccoli handicappati?
No! Semplicemente di scegliere delle attrezzature senza barriere architettoniche (ad esempio queste di Lappset) che possano essere utilizzate da tutti i bambini, anche quelli con una ridotta capacità motoria, visiva o percettiva.
Il che vuol dire, che questi giochi possono essere utilizzati senza problemi anche dai bambini "standard" insieme ai loro amici "fuori standard" riducendo un gap creato da adulti poco accorti.
Oltre ad alcuni Comuni, anche i cittadini si stanno muovendo, facendosi portavoce dei bisogni e dei diritti di tutti i bambini.
Ad esempio ci sono due mamme eccezionali, Claudia e Raffaella che si sono mobilitate per far creare un parco inclusivo anche nel loro paese, Santarcangelo di Romagna: hanno creato una pagina Facebook chiamata Parchi con giochi accessibili per tutti i bambini così ricca ed interessante e costantemente aggiornata che secondo me travalica il loro scopo e diventa la base per lo studio e la realizzazione di un nuovo modo di vedere le aree giochi per i nostri figli.
Tutto è nato da questo articolo di Claudia, mamma-blogger altamente sensibile alle tematiche sociali ed acuta osservatrice delle tristi realtà che ci circondano.


Che ne dite?
Facciamo conoscere a più gente possibile la possibilità di avere dei giochi inclusivi nei nostri giardinetti, affinchè TUTTI i bambini possano giocare?
Dai, so che siete splendidi e condividerete la pagina FB di Claudia e Raffaella ovunque.
Anzi, se qualcuno di voi Amici di Nina abitasse per caso in uno di questi Comuni dove è stato realizzato un parco inclusivo, magari può fare qualche foto da mandare alle nostre due super-mamme! :-)

domenica 11 maggio 2014

Festa della Mamma 2014


Oggi una bella sorpresa per me, oltre ai classici lavoretti di rito per la Festa della Mamma: Papà Velcro e le gnome hanno organizzato una giornatona tutti insieme appassionatamente a zonzo per Roma.

La mattina lezione-concerto di musica AIGAM secondo la Music Learning Theory di Edwin E.Gordon che Nina e la sorellona seguono con entusiasmo da vari anni al Ghirigoro: abbiamo ritrovato Veronica, "vecchia"(sì sì, infatti, guardate quanto è vecchia, direi quasi decrepita :-D) insegnante della Microba dalla voce di usignolo ed alcuni musicisti che ci hanno fatto apprezzare strumenti classici ed inusuali che i bambini hanno potuto anche scoprire ed utilizzare a fine concerto:


...una bella pizza e poi in giro per il centro di Roma a scoprire le meraviglie senza paragoni del nostro immenso patrimonio artistico: la scalinata di Piazza di Spagna, il Mausoleo di Augusto, l'Ara Pacis, San Luigi dei Francesi con ben 3 quadri di Caravaggio, il Pantheon, Piazza Colonna, Piazza del Popolo...
Il programma originario prevedeva la visita alla mostra di Frida Kahlo, ma le nane sono svenute una sopra l'altra sul passeggino e noi, come monatti di manzoniana memoria, le abbiamo trasportate tra l'ilarità dei turisti fino ad una gelateria (Fatamorgana, via Laurina 10) dai gusti a dir poco originali (bio e gluten free) dove ci siamo goduti un cono in un irreale silenzio...
D'altronde, è o non è la Festa della Mamma? :-D




Come abbiamo festeggiato l'anno scorso? Festa della Mamma 2013

lunedì 24 febbraio 2014

Marinare...ogni tanto si puó e si deve!

Marinare...ogni tanto si può e si deve!
:-)
Oggi, a causa di un guasto tecnico, niente nido.
Complice il bel tempo e la temperatura gradevole, Nina ha passato la mattinata al parco insieme agli amichetti, mentre le mamme spettegolavano allegramente...
Finalmente la Microba ha potuto scatenarsi in libertà:

 
è stato il momento delle corse....

 
delle cavalcate....

 
...altalena a go-go

 
...lo scivolo

 
...un po' di lap-dance

 
...ma soprattutto il ponte tibetano, alla faccia dell'ipotonia e dei problemi motori :-)

domenica 10 novembre 2013

La Sirenetta F.S. e il Baby Nuoto


Mami Compulsiva e la Microba a mollo in piscina
 
 
 
E insomma, come anticipato dalla foto di ieri, finalmente dopo tanti imprevisti, la nostra Sirenetta F.S. (fuori standard) è riuscita ad iniziare il Baby Nuoto.
Evviva!
Già quest'estate aveva avuto modo di sfogarsi liberamente al mare, in piscina e al lago.
In acqua aveva preso molta confidenza fino a fare i primi passetti in assoluta autonomia proprio in piscina, sostenuta dall'acqua ed in assenza di peso, vi ricordate il video?
Però insomma, un conto è sguazzare liberamente, che va benissimo per i più piccoletti, un conto è introdurre Nina al nuoto, oramai a 2 anni e 4 mesi siamo già quasi in ritardo!
E lei, memore della confidenza presa quest'estate, si è mostrata subito a suo agio nella nuova situazione.
Un po' perché conosce già la piscina (da 2 anni ormai guarda la sorella dagli spalti, causa sfighe mediche) un po' perché le piace l'acqua, si è calata subito nel ruolo, mettendo la testa sotto, ridendo dopo i tuffi, facendo addirittura le bolle con la bocca a pelo d'acqua ed incazzandosi come un puma al momento di uscire... :-D
Insomma, una partenza a tutto sprint!
Speriamo che la sua salute ci consenta di essere costanti, perché di sicuro l'acqua farà un gran bene allo sviluppo della motricità, alla sicurezza nei movimenti e soprattutto alla cotonatura spaziale del suo ciuffo ribelle.
:-)


sabato 9 novembre 2013

La Sirenetta ... fuori standard :-)

Oggi è stato un grande giorno!
Finalmente la Microba ha iniziato il Baby Nuoto, dopo l'unica prova a giugno dell'anno scorso.
Dell'oretta in acqua vi racconterò con più calma, ora beccatevi Faccetta Buffa in versione Sirenetta (fuori standard, ovviamente!)
:-)


 

venerdì 6 settembre 2013

Una Microba a... il Parco delle fucine - Casto (Brescia)


i laghetti color turchese che si incontrano all'ingresso del Parco delle Fucine


A volte è pazzesco come non si conosca per niente il proprio territorio e i suoi dintorni: bisogna tornarci da turista per scoprirne certe chicche.
Il Parco delle Fucine di Casto (Brescia) è una di queste.
Sinceramente non l'avevo mai sentito nominare poi, durante le nostre vacanzine sul Lago di Garda, mio cugino ci ha proposto di farci una gita con tutta la banda di bambini.
Il Parco è una vera meraviglia: montagne con rocce a strapiombo (note palestre per arrampicate) e vie ferrate, ponti tibetani per i più coraggiosi, laghetti turchesi dall'acqua cristallina, fiumiciattoli che scorrono in canyon suggestivi, cascate e cascatelle, panorami mozzafiato ed antiche fucine abbandonate nel bosco.
Il tutto lontano anni luce dal traffico, dai rumori, dallo stress.


 
La Microba all'ingresso del parco e sull'altalena del rifugio Paradiso (notare la faccia furbetta di chi sta per farla grossa...nel vero senso della parola !!!)
 
Dal parcheggio con annesso bar (siamo riusciti a farci subito una sosta, manco eravamo scesi dalla macchina, hi hi hi) abbiamo preso il sentiero che porta al rifugio Paradiso.
Il percorso è adatto a tutti, bambini inclusi, ma è off-limits per passeggini e disabilità motorie (sentierino in salita, spesso fangoso e non agevole, poi scalette e passerelle sul fiume lo rendono non adatto alle ruote. Nina è stata scarrozzata nel marsupio, onore al nonno!)


                       cascate, cascatelle, percorsi sospesi sulla natura

 
attraversando la cascata Pisot
 
Un quarto d'ora di camminata per arrivare al rifugio, dove la domenica c'è la possibilità di mangiare con un menù fisso a 10€...manco a  dirlo noi siamo andati in un altro giorno, quindi rifugio chiuso.
Abbiamo però utilizzato tavoli e panche per il nostro picnic, al fresco sotto gli alberi. I bambini hanno giocato su altalene e scivolo e nel letto del fiume in secca.
Nina si è distinta come al solito producendo un cacatone strabordante mentre volteggiava felice sull'altalena e facendo poi l'esibizionista tutta nuda nella fontanella con l'acqua di sorgente (temperatura glaciale)
Rifocillati a dovere, abbiamo proseguito con il percorso che, facendo un anello attorno ad una montagna, sale e scollina dall'altra parte, dove tra varie discese nei boschi e panorami mozzafiato, si arriva al Parco delle Fucine, una vallata con i resti delle antiche fucine, in opera fino al secolo scorso.
 
 
Le tavole didattiche che si incontrano lungo il percorso ed illustrano flora e fauna dei luoghi


 
Passarelle sospese sui fiumi e cascatelle e torri di pietra plasmate dalle intemperie nei millenni
 
La passeggiata dura circa un'ora e mezza ed è adatta a tutti, bambini dai 4/5 anni in su. I passeggini come già detto sono off limits, scarpe comode e via, contando che la strada inizialmente è in salita (in alcuni punti MOLTO) e spesso è umida o fangosa, soprattutto nella parte finale delle Fucine.
Alcuni passaggi sono molto suggestivi, come quello dentro la cascata Pisot o quello sulle passerelle sospese lungo il fiume. Un'escursione altamente consigliata, ricca di scorci incantevoli e meraviglie naturali (ad esempio la torre di pietra della foto sopra) o i piccoli canyon scavati dall'acqua.


 
boschi magici con torrenti, polle turchesi e antiche rovine delle fucine

A Nina è piaciuta molto l'altalena ed i pannelli didattici posizionati lungo il percorso che illustravano animali e piante della zona :-)
A noi adulti invece l'aperitivo finale al baretto quel sentirsi un po' Indiana Jones per un pomeriggio...
Unica nota negativa (a mio parere, eh!) è il continuo susseguirsi di "opere" in legno altamente kitsch quali crocefissi, statue, gnomi, busti di donna infissi nelle pareti di un canyon, presepi, perfino un cowboy in una grotta e chi più ne ha più ne metta, a deturpare ogni scorcio sul cammino.
Roba da far invidia a Teomondo Scrofalo...
Uno ad ogni angolo, a ricordarci che l'Uomo ama circondarsi di monnezza anche nei posti meravigliosi :-/